Romanzo Curvy a Puntate

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III parte del CAPITOLO I: “Il Colloquio”

<< Anna fece l’ultimo sorriso, poi si costrinse a lasciargli la mano e a voltarsi, per andare via, umiliata. Prese la borsa che aveva portato con sè e la parò davanti allo strappo, camminando incerta verso l’uscita.

-“Signorina Tessi?” Si sentì chiamare dal bel manager ad un passo dalla porta. Gelò, terrorizzata. Cavoli! Cosa vuole ancora da me? Il posto non sarà mai mio, l’ho capito, non sono mica scema! Che vuole ancora, sto tipo? Pensò, prima di voltarsi, fingendosi disinvolta.

-“Prenda questa” Disse lui, porgendole una cartellina azzurra. Anna rimase interdetta, sempre con la borsa appiccicata al suo sedere.

-“Di che si tratta? E’ una brochure dell’azienda, o…” Chiese, ma non fece in tempo a terminare la frase che lui indicò la sua gonna.

-“Beh…” Cominciò il bel manager delle risorse umane “La borsa non basta. Se poi è venuta in metropolitana, forse è meglio che prenda questa, o le rideranno tutti dietro, o peggio: verrà importunata. La prego, la prenda. La cartellina dovrebbe bastare a coprire il… tutto.” Concluse con un’aria ferma ma leggermente imbarazzata.

Anna avrebbe desiderato morire in quel momento: liquefarsi lì, in quell’ufficio, e scomparire per sempre. O meglio ancora: avrebbe voluto che la terra si aprisse e la inghiottisse senza pietà. Prese la cartellina azzurra senza dire nemmeno una parola. Aveva voglia di piangere. Era uscita di casa per un colloquio, si era preparata, aveva messo i migliori abiti, aveva curato il dettaglio, aveva fatto un pò di training autogeno in silenzio, in metro… e adesso andava via con le lacrime agli occhi. Aprì la porta e sparì, velocemente. Non disse un grazie e nemmeno un arrivederci al tizio che le aveva fatto il colloquio e che l’aveva umiliata. Sul treno, diretta al suo appartamento, ripensò alle sue parole: “dovrebbe bastare a coprire il… tutto“. Cosa aveva voluto insinuare? Voleva forse dire che la borsetta non bastava a coprirle il culone che si ritrovava? Che odio! Ma soprattutto, che tristezza. Si sentiva così fragile e insicura, dopo quello che era successo.

Aprì la porta del suo appartamento e si ritrovò davanti Alessandro, il suo compagno.

-“Ops. Stavo uscendo. Ciao amore!” La salutò con un bacio “Come è andato il colloquio?” Le chiese. Anna lo fulminò con lo sguardo.

-“Una merda!” Rispose, acida. “Guarda!” Si voltò, per fargli vedere lo strappo. Lui si mise a ridere.

-“Come è successo?” Le domandò.

-“Mi sono seduta! Mi sono semplicemente seduta! Questa gonna mi va stretta. E non ridere!” Urlò lei, isterica. Lui la portò dentro casa e chiuse per un momento la porta d’ingresso. L’abbracciò.

-“Amore mio, tranquilla. Domani andiamo a comprare una gonna nuova, che problema c’è? Forza, il prossimo colloquio andrà meglio, tesoro mio.” Cercò di tranquillizzarla. Lei lo squadrò da capo a piedi.

-“Dove stai andando?” Gli chiese.

-“Al lavoro. Oggi ho il turno serale, non ricordi? E, a proposito, devo proprio andare.” Rispose Alessandro, sorridendole. -“Ah, dimenticavo: in cucina c’è Rossana. Era un pò in anticipo e l’ho fatta entrare, le ho offerto un caffè, ma lei ha voluto il prosecco… Comunque, ti sta aspettando di là” La avvertì. Rossana era una delle migliori amiche di Anna. Portavano all’incirca la stessa taglia e amavano le stesse cose. Erano sulla stessa lunghezza d’onda, ma soprattutto, il loro pezzo forte, erano le serate tra donne a base di alcool, film romantici e manicure. Proprio quello che avevano in programma per quella sera, dato che Alessandro aveva il turno serale.

-“Oh cacchio, Ros! Me ne ero completamente dimenticata! Non ho preso il vino!” Urlò Anna. Ale le fece un occhiolino.

-“Non preoccuparti, credo che ci abbia pensato lei. E’ venuta con tre bottiglie! Ma cosa fate quando non ci sono?”

-“Niente amore, niente. Non ti preoccupare, corri al lavoro. Ti amo. Ci vediamo più tardi.”

I due si salutarono, e Anna si incamminò in cucina, verso la sua cara amica Ros che l’aspettava, già brilla.>>

Vuoi sapere come prosegue? Vai alla prossima puntata! 😉

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