Locandina

Oggi vi racconterò del fatto che, pur conoscendone il finale, e pur avendo sempre sentito parlare di questo film, non l’avevo mai visto dall’inizio alla fine. Sapevo solo che le protagoniste erano due donne, interpretate da Susan Sarandon e Geena Davis, che l’ambientazione era quella degli USA on the road, in particolare dall’Arkansas all’Oklahoma, fino al Grand Canyon, dove la storia si conclude con il tragico e metaforico finale. Non sapevo nient’altro. Per questo motivo sono rimasta estremamente sorpresa e colpita dalla visione di questa pellicola, in streaming, a casa, in un noioso venerdi pomeriggio.

Scena finale

La cosa che, più di tutte, mi è rimasta dentro è che questo film, del 1991, diretto da Ridley Scott, è quantomai attuale sui temi della violenza perpetrata sulle donne, non solo fisica e sessuale ma anche verbale, testimonianza purtroppo del fatto che in ben 22 anni, E DICO VENTIDUE ANNI, le cose sono cambiate ben poco! Purtroppo! Dunque, a mio parere, è un film icona che deve essere visto, un piccolo capolavoro che, pur trattando temi forti, sa essere frivolo e ironico, una grande avventura. Lo consiglio e ne parlo soprattutto alle più giovani che, magari, ne hanno sentito parlare di sfuggita, poco e male.

Manifesto della giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Vediamone brevemente la trama: Thelma è una bellissima casalinga sposatasi troppo giovane, il marito è un uomo egoista, distratto, esigente, assente, che la umilia continuamente trattandola come se l’unico scopo della sua esistenza (di lei) fosse quello di servirlo e riverirlo, è il classico pirla che crede nella superiorità dell’uomo sulla donna e non fa altro che darle della stupida o trattarla male se la cena non è pronta o non è buona… Louise è una cameriera, forse meno bella, ma con più testa sulle spalle, pare conoscere bene il mondo e i pericoli che esso nasconde e, in particolar modo, sembra essere delusa e amareggiata nei confronti della vita, forse proprio perchè nasconde un segreto appartenente al suo passato, infine, intrattiene una relazione tira e molla con un ragazzo di nome Jimmy. Le due sono amiche e decidono di andare fuori un paio di giorni per il week end.

Thelma & Louise, da destra a sinistra

Ma la loro gita si trasformerà in qualcosa di molto diverso. Durante una sosta in un locale country western infatti, Thelma, ingenua ed eccitata dal fatto di essere finalmente lontana dal marito, si intrattiene con un tizio tutta la sera, ballando e bevendo con lui. Il problema è che, a fine serata, questo tipo la porta nel parcheggio e cerca di violentarla. Cerca, ma non ci riesce, perchè Louise accorre in difesa dell’amica, e lo convince a desistere sparandogli un bel colpo in pieno petto. Da quel momento in poi, il loro viaggio on the road si trasforma in una fuga verso il Messico per sfuggire alle autorità. Le due sono infatti convinte che la polizia non crederebbe alla legittima difesa. Così, fuggono sulla loro decappottabile, lungo le immense strade americane. Recuperano dei soldi, prima facendoseli portare da Jimmy, poi rapinando un negozio. Lungo il tragitto si scopre inoltre che l’oscuro segreto di Louise è quello di una violenza sessuale subita in Texas tempo prima. Come se non bastasse, le due incontrano un affascinante autostoppista, che si rivelerà poi essere un ladruncolo, con cui Thelma passerà una notte di fuoco, interpretato niente popo di meno che da un giovanissimo e fighissimo Brad Pitt!

Brad Pitt giovanissimo in Thelma & Louise

Fermate per eccesso di velocità poi, le due intrappoleranno un poliziotto nel porta bagagli della sua stessa auto, e, molestate verbalmente da un camionista, lungo la strada, faranno esplodere il suo camion a colpi di pistola. Insomma, le due donne, lungo il tragitto, si trasformano, diventano non solo più inclini al crimine (piccoli crimini innocenti, dovuti soprattutto a fatti di necessità e a difesa personale), ma acquistano consapevolezza sulle loro vite e sul loro essere donne. Purtroppo, sul finale, ormai vicine al Messico, vengono accerchiate da una ventina di volanti della polizia, armi puntate, e non hanno altra scelta se non quella di fare un salto nel vuoto, letteralmente, mano nella mano, automobile compresa, giù nel Grand Canyon.

Una scena dal film

Il film è divertente e appassionante e vale la visione solo per godersi Brad Pitt in versione pivellino.

Ma la cosa più intensa ed emozionante, secondo me, è come il film parla di violenza sulle donne. Le violenze sono molteplici e di varia natura. Si inizia facendo una radiografia dell’uomo medio, classico pater familias, che è convinto che la donna sia inferiore. Stiamo parlando del marito di Thelma. Per fortuna non la picchia, la sua è una violenza più subdola, più sottile, è una violenza verbale continua, è una forma di violenza che tende a convincere la vittima di essere effettivamente inferiore, di valere poco, di essere inutile: molte donne, ancora oggi, sono vittime di questi uomini delle caverne.

Violence is not always visible

Si passa poi a parlare della violenza sessuale vera e propria. Thelma viene quasi violentata nel parcheggio del locale dove si erano fermate a bere qualcosa e scopriamo poi che nel passato di Louise, si nasconde una violenza sessuale, subita in Texas. Si prova dunque una certa soddisfazione quando Louise pianta una pallottola nel cuore del tizio che voleva mettere le mani, e non solo quelle, addosso all’amica. Tanto più che il fatto non avviene semplicemente per farlo smettere, il tipo smette infatti di dar fastidio a Thelma nel momento in cui si vede l’arma puntata addosso, il fattaccio avviene dopo, quando Louise gli impone di porgere delle scuse alla sua amica. Lui le risponde con un’affermazione del tipo “ciucciamelo” o qualcosa di molto simile, non ricordo le parole precise, e allora lei lo spara. Dunque vediamo di nuovo l’arroganza dell’uomo nei confronti della donna, vista come un pezzo di carne, convinto di poterne usufruire a suo piacimento e di non doverle neppure delle scuse.

Un’altra cosa che mi ha colpito molto è stato quando Thelma propone a Louise di andare alla polizia, subito dopo l’omicidio, e questa le risponde che nessuno potrebbe mai credere che il tizio stesse cercando di violentarla perchè tutti, nel locale, l’avevano vista ballare e bere con lui, dunque avrebbero pensato che se la fosse andata a cercare. Anche questo è un concetto molto attuale e che mi fa andare terribilmente in bestia! In nessun caso una donna può essersi andata a cercare una violenza sessuale! Se anche fosse stata provocante, maliziosa, con una minigonna ascellare… nessuno aveva il diritto di toccarla se lei non avesse voluto!

Infine, parliamo di un altro uomo che nel film ha esattamente ciò che si merita: il camionista. Lungo il tragitto verso il Messico, le due incontrano spesso, in strada, un camionista che, affacciandosi al finestrino, ogni volta, le importuna con frasi e gesti volgari dal chiaro ed esplicito riferimento sessuale. Ebbene, quasi al termine della loro traversata, le ragazze si imbattono di nuovo in questo camionista e, con l’inganno, fingendo di “starci”, lo fanno fermare e scendere dal suo veicolo. A quel punto gli chiedono limpidamente il motivo di tali volgarità nei confronti di due donne sole, che nemmeno conosceva. Lui risponde insultandole. Anche questa volta, al tipo vengono chieste delle scuse. Lui si rifiuta. Così le due cominciano a sparare colpi di pistola alle ruote del camion che però, ad un certo punto, salta in aria con un’intensa deflagrazione.

In apparenza questa pellicola potrebbe trarre in inganno: in primo luogo potrebbe essere scambiata per un film frivolo, ma non lo è affatto; in secondo luogo infine, potrebbe sembrare che il tema centrale sia la violenza DI queste due donne e non la violenza SU queste due donne. La stessa violenza che le porta a commettere tutti i reati e che le porta inesorabilmente verso il loro triste e imprescindibile destino.

Voi avete visto questo film? Se l’avete visto, cosa ne pensate?

0 thoughts on “Thelma & Louise, un inno contro la violenza sulle donne

  1. è uno dei road movie più belli del cinema americano con uno dei finali più tragici e poetici di sempre

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