Cosa significherà mai questa strana parola? Discriminazione ponderale… No, non è una parolaccia! E neppure una nuova forma di vittimismo, no. E’ un problema serio, al pari della discriminazione razziale o di quella nei confronti dei diversamente abili.

Siamo alle solite, a dire il vero. Come la volti e come la giri, siam sempre lì: la discriminazione nei confronti di ciò che è “diverso”, ciò che non rientra nei canoni, nella presunta normalità in cui molti bigotti, zombie nel mondo, risucchiati e lobotomizzati dal sistema a loro insaputa, si rifugiano, così, tanto per stare tranquilli…

Il problema è che chi non sta tranquillo siamo noi! Noi poveri diversi! Diversi… ma diversi da che? Diversi da chi?

Nel nostro caso specifico, in cui si parla di discriminazione ponderale, la vittima è di solito una persona bella “tonda”, una persona che nel suo animo è tale e quale a tutti gli altri e che, con il suo corpo, non dà fastidio a nessuno. Eppure, ci sono sempre delle belle teste che danno fastidio alla persona “tonda”.

Dunque, discriminazione ponderale come una forma di discriminazione basata sul peso di una persona e, di conseguenza, sul suo aspetto fisico.

Chi è curvy o plus size conosce bene questo tipo di fenomeno, che si accanisce sulle persone in sovrappeso o obese, fin dall’infanzia. Ha risvolti assai crudeli e drammatici e ci sono addirittura casi di suicidio nella storia di questo particolare tipo di discriminazione.

Ed è proprio alle mie amiche virtuali, curvy e plus size, che ho chiesto una mano per la stesura di questo post. Ebbene si, ho pensato che condividere le nostre esperienze in merito sarebbe stata la cosa più bella. Sembrerà strano ma, nonostante sia una blogger, non mi piace molto parlare di me. Si, suona proprio strano! Eh, ma è così: mi piace il confronto e lo scambio, non il monologo.

Ho dunque lanciato un appello su Facebook e Twitter e in tantissime mi avete risposto o contattata privatamente. Devo ammettere che sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla partecipazione e dal vostro “ardore” nel raccontarmi piccoli episodi di discriminazione nella vostra vita. Dunque io vi ringrazio tutte, DAVVERO, di cuore! In particolare, mi sento di ringraziare e citare un gruppo di Facebook, anche perchè l’avevo promesso a Maya ed io mantengo sempre le mie promesse! Come gruppo, sono state le più partecipative e mi hanno accolto con affetto, quindi lo consiglio a tutte, è un bel luogo virtuale di scambio, per l’appunto, dove ci si sente a casa. Sto parlando di “La sala da thè di Maya_Solo Donne”, lo trovate qui: https://www.facebook.com/groups/LaSalaDa/?fref=ts .

Infine – che premessa lunga, vi siete già rotte le balle, lo so – volevo chiarire gli scopi di questo post. Non mettere in piazza le disgrazie altrui, senza dubbio. Questa raccolta di esperienze non vuole essere un’ esposizione di miserie umane, anche se di miserie umane comunque si tratta, ma vuole essere di supporto, aiuto ed esempio nei confronti di chi è curvy o plus size e si sente solo e abbandonato, e soffre una solitudine profonda e logorante che tutte noi conosciamo bene, ma che abbiamo affrontato e sconfitto. Io penso che c’è chi non si esprime, non commenta, non si iscrive ai gruppi su FB, ma soffre in silenzio, da solo, magari perchè ha paura di esporsi, magari perchè è più fragile o più giovane di noi… Magari però queste persone potranno approdare qui, leggere questo post e sentirsi meno escluse, e finalmente pensare: “Hey, è capitato anche a queste donne, magari non è così terribile quello che sto vivendo, loro ci sono passate e l’hanno superato!“. Questo è il mio intento.

Ok, mettetevi l’anima in pace, questo post sarà lunghissimo!

Sto infrangendo una regola fondamentale dei blogger: non scrivere post troppo lunghi!

Mmmmh, ma ora, proprio qui e adesso, mentre sto scrivendo, mi sta venendo un’idea, anche perchè le esperienze raccolte sono tante e voglio dare spazio a tutte. Credo proprio che ne farò una sorta di rubrica. Anche perchè nulla vieta che, dopo aver letto queste esperienze, qualcun altro si senta di condividere la sua! Per fare ciò potrete contattarmi qui sul blog, in privato tramite mail – guarda la sezione “contattami” – oppure su Facebook.

Dunque, dato che questo sarà solo il primo post, vi lascio nella speranza che sia il primo… di tanti!

Intanto vi rimando a un vecchio post di questo blog in cui vi racconto una mia esperienza di discriminazione ponderale, lo trovate qui: http://tondamentecurvyblog.wordpress.com/2013/07/23/insulti-e-umiliazioni-le-cose-piu-brutte-che-mi-sono-state-dette-nella-mia-vita-da-tonda/

A breve il prossimo post in cui entreremo nel vivo delle vostre testimonianze!

Vi lovvo,

V.

0 thoughts on “Discriminazione Ponderale: le esperienze di chi la vive ogni giorno – PART I

  1. Carino questo post e soprattutto mi ci rispecchio appieno….tante cattiverie ho ricevuto nella mia vita solo perchè sono un pò ciccia….potrei scriverci un libro…brava continua così non farci sentire sole!!

    1. Ciao Gioia, grazie per essere qui e per i complimenti! Lo so, ci si potrebbe scrivere un libro… è proprio così. Un peccato, però… pensa che bello se invece di un libro ci avessimo potuto riempire una paginetta, e magari manco quella. 😉

  2. ciao, finalmente commento questo post, l ho fatto su twitter ma è un piacere farlo sul tuo bellissimo blog. hai ragione le discriminazioni ne riceviamo molte, io riscontro questo “problema” (x gli altri) quando mi presento a i colloqui. spesso ti dicono che il tuo cv è idoneo ma cercano un altro profilo di candidati, diciamo tradotto: scusa signorina hai esperienza, ma noi cerchiamo una top model per questo lavoro sai, ci richiedono la bella presenza.. al che mi verrebbe da alzarmi, far notare che sono pulita, profumata i miei vestiti sono stirati e che armata di sorriso e gentilezza potrei farlo si quel lavoro… ma mi sto zitta, x ora ho imparato ad amarmi e valorizzarmi, mi sento bene e non mi vergogno x me stessa se sono curvy , mi vergogno per gli altri che ti guardano come se tu fossi diversa.

    1. Ciao Tiziana, è un piacere sentirti anche qui! E’ bello vedere che certi argomenti stanno così a cuore e tutte noi e che ognuno ha una storia da raccontare. Sai, molte delle ragazze che mi hanno dato il loro contributo hanno parlato di discriminazioni sul lavoro. E’ una cosa che, in effetti, non dovrebbe accadere, mai.

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