In tante mi avete scritto per condividere le vostre esperienze di discriminazione. Questo post è il risultato della vostra intensa collaborazione, del vostro coraggio e della vostra forza. Perciò, ancora una volta: grazie.

La discriminazione ponderale ha tante facce, tanti volti, tante voci, tante sfumature tutte diverse. Ognuno dei vostri racconti ne evidenzia alcune molto bene.

Partiamo dai casi in cui la discriminazione parte proprio dal luogo in cui ci si dovrebbe sentire più protetti e al sicuro: casa nostra e, di conseguenza, viene dalla famiglia. Chi ci sta particolarmente vicino dovrebbe amarci incondizionatamente e rispettarci e tutelarci, cercando di non fare violenza mentale. E invece, spesso, la discriminazione ponderale parte proprio dalla nostra famiglia. Ed è forse quella che fa più male.

Laura racconta: “sono diventata grassa quando facevo le elementari.. alle medie (feci una dieta in terzo.. persi 10 kg credo.. tutti ripresi).. poi al liceo.. insomma.. sono arrivata a pesare 87 kg.. A parte gli insulti dei compagni ecc.. ecc.. ecc.. forse ciò che mi ha lasciata più di stucco è che la mia nonna paterna.. non ha mai accettato il mio essere grassa (nemmeno di mia mamma in realtà..) e non dico si vergognasse (ma quasi..) però insomma i commenti si sprecavano.. lei è una donna molto magra, precisa ecc.. ecc.. (divide le fette di mortadella in 4! Ho detto tutto..).. insomma.. ha sempre pensato di me che avessi una bella mente.. ma che non avrei mai trovato nessuno.. (ha avuto torto! :D).

Elisa ci dice: “la mia famiglia che non fa altro che commentare il mio peso e ogni singola forchettata che metto in bocca. La zia in particolare che per i miei 20 anni mi ha “regalato” la visita dalla dietologa, in modo da potermi prendere qualsiasi ragazzo io voglia (Stavo già col mio attuale Fidanzato). Mia sorella di 8 anni che fa battute sul mio culone perchè il resto della famiglia le ha inculcato che è sbagliato e ridicolo avere un culo come il mio…

Cristina ci confida: “Mio padre al pranzo di Natale con i parenti ad un certo punto mi ha tolto il pane che era davanti al piatto “per paura che ne mangiassi troppo” ! Caspita ho 45 anni e sono sposata ! Quando si e’ girato mi sono infilata un intero panino in bocca !!!

Maya infine, aggiunge: “la mia famiglia mi sta addosso e, in particolare odio le battute cattive da parte della moglie di mio cugino (che credo non si azzarderà più, dopo aver preso un ceffone dalla sottoscritta). “

21 thoughts on “Discriminazione Ponderale Part II: Quando a Criticare è la Famiglia.

  1. Quanto mi ritrovo in queste parole.. 😉 Grazie per aver dato voce a tante ragazze/donne che vivono questi problemi di discriminazione.. hai fatto una cosa utilissima!

    1. Ahahahhahahah! Maya, sei una grande! Avrei voluto tanto esserci quando le hai menato il ceffone… deve essere stata una scena EPIC!!!!!! Ahahahahahah

  2. Brava Vale, e brave tutte le ragazze che hanno condiviso la loro esperienza! PRESENTE! Ci sono anche io tra le ragazze tonde denigrate dalla famiglia sin da piccola. Solo per fare un riassunto:
    1 – Mia nonna che mi opprime da sempre ed ora è incredula per il fatto che sia riuscita a trovare un fidanzato bello e magro (ma non l’ho scelto di certo per il bel faccino, ma per la sua testa, considerando che ha 4 anni in meno di me direi che il mio cuore e la mia testa hanno fatto una “scelta” BEN ponderata!).
    2 – Mia madre che quando ero piccola se le dicevo che i compagni mi prendevano in giro, lei ci metteva il carico sopra: “ti sta bene, sei grassa impallata”.
    3 – Mio padre che in certe occasioni si è vergognato di me e che spesso mi ha criticata pesantemente per il mio abbigliamento quando si usciva insieme.
    Quindi, ha fatto bene Maya che ha mollato un ceffone alla parente, cavolo! Non voglio istigare alla violenza, però, che diamine, le persone devono imparare a rispettare il prossimo!
    BRAVE BRAVE!!! un bacio a tutte!

    1. Grazie Marica del tuo contributo! Ahahaha. Eh si, il ceffone ci sta tutto! Concordo in pieno. Delle volte si tende ad incassare il colpo in silenzio, cercando di rimanere indifferenti… in realtà conosciamo tutte benissimo quella burtta sensazione che ti scende giù per lo stomaco in quei momenti, quel senso di umiliazione cocente. Quindi, chi ci umilia va punito, non ignorato! Ci vorrebbe una bella frase ad effetto, tipo: “io sono grassa, ma ho un cervello, tu sei stupido e pure un cesso!”, oppure si, il ceffone… d’altronde quanno ce vò, ce vò!!!!!

  3. Grazie, grazie, grazie!
    Il primo bullismo lo subiamo tra le mura di casa. Papà che chiama Giuliano Ferrara “cicciobello-bombolone” e poi fissa il tuo piatto per controllare quanto cibo c’è dentro. Mamma che ti dice che “con le smagliature i ragazzi ti disprezzeranno, diranno «che schifo, hai le smagliature»” e sottolinea che la caprese ha più calorie di una pizza. Ora la medesima genitrice mi fa i complimenti per essere riuscita a dimagrire, senza nemmeno accorgersi che mi sta facendo ancora più male.
    È reato mandare le famiglie a quel paese?
    Buona domenica, e grazie ancora :*

    1. No, non è un reato. In generale, io penso che chi sbaglia, sbaglia. Indipentemente che si tratti del Papa, del Presidente della Repubblica, o di tuo padre… Insomma, se dici cagate, qualcuno prima o poi te lo farà notare, o peggio… come ha fatto Maya! 😉 Io stessa ho avuto in casa una brutta situazione in questo senso… i miei sono delle persone molto attaccate all’aspetto fisico, mia madre è sempre stata “la reginetta del ballo”, fin da ragazza, e mio padre invece… beh, ha sposato la reginetta! Sono sempre stati critici verso di me. Ricordo quando studiavo all’università, dunque passavo molto tempo seduta a studiare… mia madre ogni tanto passava per la mia camera e mi urlava: “Ma lo alzi mai il culo dalla sedia? Attenta che diventa sempre più grosso!”. Insomma… ti capisco. Buona domenica a te. V.

  4. Mi rispecchio pienamente in queste parole e quando ho letto le esperienze delle altre con le proprie famiglie è stato come se leggessi le mie di esperienze, tutto qui scritto davanti ai miei occhi! Io ho mandato a quel paese, nella mia testa, la mia famiglia non so quante volte! 😀

    1. Cara Marisa, sono felice che tu ti sia sentita così leggendo queste pagine, perchè era esattamente il mio scopo. Non dobbiamo mai sentirci sole o pensare che certi fatti capitino solo a noi. Purtroppo sono comuni, anche se non dovrebbero. Benvenuta!

  5. io trovo che la discriminazione peggiore sia quella che avviene in famiglia perché è costante e prepara il terreno per quella che avviene fuori. E’ molto difficile, poi, ribellarsi da bambini ai pregiudizi e ai giudizi inclulcati dagli adulti. A me è capitato anche che alcuni parenti denigrassero le stesse foto del blog per il fatto che una persona in sovrappeso non dovrebbe mostrarsi per com’è senza vergogna. Sono le prime persone che non si accettano e, per fortuna, ora sono adulta e vaccinata, ma quello che fa più male è che molte donne mature continuino ad assecondare le cattiverie altrui anche in famiglia. Bisogna liberarsi dal senso di colpa.

    1. Parole sagge, come sempre, le tue, cara Marged. Posso solo immaginare, essendo tu una delle prime blogger plus size italiane, a quante discriminazioni sei andata incontro! Ahimè, questa non me l’aspettavo, anche in famiglia! Quando avviene è terribile perchè pensi: “Hey, voi mi dovreste amare per quella che sono…” “Ma se non lo fate voi… chi lo farà?” E così iniziano mille pippe e si diventa insicure, chiuse e tanto tristi! E invece no, dobbiamo farci forza, e tu sei stata bravissima in questo! I blog come il nostro servono proprio per dare coraggio alle persone, secondo me, moda, outfit, e mille altre cose futili vengono in secondo piano.

  6. Mi sono ammalata di bulimia a 6 anni e a 9 ero anoressica. A 12, di nuovo bulimica, (e ancora lo sono). Mio padre non ha mai accettato oltre il fatto che non fossi pelle e ossa come il resto dei bambini, il fatto che fossi alta, (ho sviluppato in terza elementare!!!!). La parola più gentile che mi ha mai rivolto è stata “deforme”, eppure portavo una 44… Mia madre, (bulimica anche lei), e mio fratello, hanno solo contribuito a dare carico alla cosa, e fuori… tra compagni di classe, “amici” e colleghi di lavoro, la situazione non ha fatto che aggravarsi. Cinque anni fa, poi, andando dal medico per COSTRINGERLO a farmi fare le benedette analisi della tiroide, (per lui -grazie alle parole dei miei- era sufficiente taglarmi i viveri), è saltato fuori che mio padre gli aveva chiesto di convincermi a fare un byass gastrico, (portavo una taglia 56 per 1,69 di altezza). Alla fine è saltato fuori che ero gravemente ipotiroidea…… Sono arrivata a buttar giù 800mgr di eutirox al giorno per due anni per cercare di non sentire più certe parole, poi un giorno mi sono sentita male. Ero sola, nella stanza di un albergo, come sola ero sempre stata e lì mi sono resa conto che il grasso mi sarebbe stato sempre attaccato in fondo all’anima fno alla morte, a prescindere dal mio peso o dalla mia taglia, e ho mollato. E’ grazie a blog come il tuo o Paesi come l’Inghilterra in cui le ragazze “ciccione” sono in primis ESSERI UMANI non “taglie conformate”, che ho cominciato a vivere davvero. Il cammino è lunghissimo, non so’ se ne uscirò mai… Per ora ho allontanato quelle persone che mi usavano per sentirsi semplicemente migliori. Un giorno riuscirò ad allontanare anche i miei e, forse, libera dalla zavorra, la donna cannone potrà librarsi finalmente in cielo………

    1. Le tue parole mi commuovono, la tua è una storia dura, difficile, ma è anche una storia bella, di speranza, perchè dal buio si può venir fuori, si DEVE venir fuori. E’ vero che il grasso sarà per sempre parte di noi, anche se dovessimo diventare, un giorno, magrissime. Torna a trovarmi e scrivimi, se vuoi. Per me è molto importante raccogliere testimonianze come la tua, affinchè restino qui a disposizione di chiunque ne voglia fare un buon uso. Grazie per aver contribuito. Valentina.

  7. Oggi mi ha fatto piacere leggervi mi sono sentita meno sola riguardo a certe discriminazioni. Grazie! Ed un abbraccio a tutte!

  8. Scusa se riesumo un post vecchio ma mi va di raccontare anche la mia esperienza 🙂
    Ho sofferto di anoressia circa quattro anni fa. Quando mi resi conto che non ne valeva la pena ho ricominciato a mangiare, e dei 10 kg persi ne ho ripresi 20.
    Da allora mia madre ogni volta che mi vesto per uscire mi ricorda quanto sono grassa e che “dobbiamo” dimagrire. Si è sposato mio cugino a luglio e tutti i parenti la stessa cosa, invece di chiedermi della mia vita, dell’università, degli amici, hanno cominciato a dispensare consigli e avvertimenti. “I carboidrati devi evitarli..” “Se non dimagrisci adesso diventerà sempre più difficile” “polpettona” e robe così… immaginate 8 ore di cerimonia al ristorante a sentirsi dire sempre le stesse cose. Ho sentito mio zio (ignaro che potessi sentirlo) prendermi in giro con mio cugino dicendo “hai visto? è diventata una balena” e sghignazzare. Non so perchè ma quella volta la presi meglio di quanto mi aspettassi, meglio di quanto ci si possa aspettare da un’ex anoressica.

    Poi stasera. Stavo mangiando una fetta biscottata con la marmellata e mio padre mi guarda, con uno sguardo di disprezzo, e mi dice “sei diventata una VACCA, guarda che cosce enormi, che hai intenzione di fare?”. In realtà in quel momento avrei avuto intenzione di vomitare il morso di fetta biscottata che avevo appena ingoiato. Mi si è chiuso lo stomaco, e mi sono costretta a finire la fetta biscottata, forse per fingere che le sue parole non mi avevano fatto nulla. Invece adesso sto male, vorrei solo prendere un paio di forbici e tagliarmi via tutto questo grasso. Qualche giorno fa ho lasciato il mio ragazzo e in questo momento il mio equilibrio mentale è talmente instabile…ci si mette pure lui…
    Scusa ancora per lo sfogo! Blog davvero bello… baci..

    1. Spesso le persone più vicine a noi, sono anche le più tossiche. Non capiscono fino in fondo il male che ci fanno. Per loro sono solo parole, nulla più, per noi invece sono pugnali che trafiggono le carni. Lo so… Ti capisco. Tutto quello che posso dirti, è: resisti. Cerca di sopravvivere, di pensare a te stessa, non a loro. Pensa che se ricadi nell’anoressia, allora si, saranno guai! Pensa che un giorno, presto, andrai via da quella casa e potrai circondarti solo di gente che ti ama davvero, per quella che sei. La vita è bella, ed è piena di possibilità. So che a volte, in certi momenti, tendiamo a vedere tutto nero, ma tutto nero non è. Devi solo essere forte e resistere. Resisti. Un abbraccio. V.

  9. So che il post è un pò vecchiotto, ma sento il bisogno di raccontare anch’io la mia storia… Purtroppo i miei problemi di peso sono dovuti soprattutto a problemi in famiglia. Ma voglio comunque parlare e sfogarmi con voi…

    Fin da piccola sono sempre stata la cicciotta di casa amante del cibo (tranne delle verdure XD), ma la cosa non mi è mai stata fatta pesare fino ai 10 anni -un giorno, in spiaggia, mia madre mi guardò e disse ‘dovrei metterti a dieta, sei diventata grossa’. Da lì in poi furono i miei fratelli a farmi notare il mio essere cicciona. Purtroppo tra i 10 e i 13 anni dovetti affrontare il divorzio dei genitori, il trasferimento in un’altra città, il bullismo alle scuole medie e, nello stesso periodo, molestie sessuali da parte di uno dei miei fratelli… Oltre che cose come il rinfacciarmi continuamente di essere ‘grassa da far schifo’, una ‘cocca di casa o reginetta’ e altre simili. Logico che, per sopportare tutto quanto, mi rifugiai sia nel cibo che in un mondo tutto mio… So che è sbagliato, ma cosa puoi fare se sei solo una bambina e ti senti in colpa per quello che fai? Comunque, passate le medie cambiai ancora città… Ebbi ancora problemi con mio fratello (quello che mi molestò), e ricordo di essere stata insultata due volte in strada a causa del mio aspetto:
    1)In fumetteria, come volto le spalle a due ragazzi per leggere un fumetto iniziano a dirmi cose come ‘guarda com’è brutta quella ragazza’ ‘già!’. Io li sento e, come mi giro loro mi fissano con uno sguardo stupito;
    2) Avevo 16 anni e stavo tornando a casa da scuola quando dovetti passare in mezzo a un gruppo di coetanei; appena voltate le spalle si scatenarono con risate e insulti (‘eh, guarda quella fia quanto fa schifo!’). Ricordo di essere tornata a casa in lacrime…

    Oltre a questo, mio padre, ogni volta che mi vedeva, non perdeva occasione per criticarmi su tutto: aspetto fisico, educazione… Per colpa sua, a 18 anni entrai nella spirale dell’anoressia: in un mese persi 13 kg arrivando a pesarne 57 x 178 cm. Ero una taglia 42 per la gioia di tutti, ma ci rimisi solo io: persi la gioia di mangiare, divenni nervosa e arrabbiata. In più, ogni volta che mangiavo qualcosa che era fuori dalla mia tabella di marcia, andavo in bagno a fare tanti addominali (anche durante una vacanza a Londra!). Un anno dopo, conobbi il mio ex: lì dimenticai tutto quanto -finalmente qualcuno voleva mettersi con me! Così ingrassai di colpo con gli interessi. Mia madre notò subito la cosa, e iniziò a dirmi che ero grassa e che dovevo dimagrire (una volta me lo urlò in strada), che ho le gambe grosse e che, secondo lei, andavo in bici con lo zaino in spalla per poter nascondervi le schifezze.

    Purtroppo, però, dai 19 anni iniziai a soffrire di depressione: questo a causa della morte di mio fratello maggiore (colui che mi mise le mani addosso a 12 anni)… All’inizio mi incolpavo della sua morte, arrivando a considerarmi come una parassita che meritava solo di morire (infatti tentai il suicidio un paio di volte). Grazie al cielo conobbi il mio attuale compagno, ma questo riportò alla mente le violenze subite alle medie… Se non altro ora so perchè sto male quando mia madre o altri familiari mi toccano o mi stanno troppo vicini. Il problema, però, è che tutto ciò mi ha portato a rifugiarmi nel cibo…
    Raccontai tutto a mia madre, la quale mi disse, tra le lacrime, di perdonarlo perchè ‘ormai era morto’, che cos’altro potesse avermi fatto ‘a parte toccarmi le tette’ e ‘perchè non sono scappata’. Inoltre, disse che gli avrebbe sempre voluto bene a prescindere da ciò che aveva fatto, e che io non so perdonare le persone (le dissi chiaro e tondo che non potrò mai perdonarlo).

    Di tutte le persone che hanno da ridire sul mio peso,chi ha inciso di più è stata mia madre: ieri, per esempio, mentre mi rinfacciava dei miei risultati universitari ha colto l’occasione per dirmi che sono ingrassata e che devo perdere qualche chilo. Ok, ci sta far notare cose del genere (e in effetti dovrei seguire una dieta -purtroppo ho preso ancora peso!)… Ma non dicendo cose come ‘sei grassa’ ogni volta! Io provai a farle notare che mi fa male sentirmelo dire con disprezzo, come se si vergognasse di me… Lei rispose solo con un sarcastico ‘e che devo dirti, che sei dimagrita?’. Per l’umiliazione e la tristezza, stanotte non sono riuscita a dormire bene. Purtroppo mia madre non cambierà mai…

    1. Cara Misaki, la tua è una storia molto toccante e delicata. Grazie per averla condivisa con noi. Purtroppo, come ti dicevo quando mi hai contattata, ci sono certe persone che per noi sono “tossiche” e ci faranno soffrire sempre, per tutta la vita. La cosa migliore è prendere le distanze, fare in modo che non possano ferirci. Arriveranno momenti migliori, vedrai. Un abbraccio forte forte. Valentina.

  10. Ciao a tutte e grazie per aver deposto qui le vostre testimonianze ed i vostri sentimenti. .se sono qui a leggerle, sicuramente sono una di voi..non sapete quanto..mi rispecchio nella ragazza a cui in tavola hanno portato via il pane, a quella che prendevano in giro a scuola…e a molte altre. Anche se grazie a Dio non ho subito violenze fisiche.
    Non sono mai stata obesa, ma sempre su quei dieci (ora 20, maledizione!) chili in più che, a fisarmonica, continuo dall’età di 12 anni a mettere e perdere. Solo che a 40 anni è sempre peggio! la fisarmonica diremo che è totalmente distrutta da quanto ha suonato, poveraccia!!
    Mi chiedo spesso perché ad una persona magari bella (e per bella mi riferisco tanto x capirci ai maledetti canoni standard, ma non significa nulla e lo sappiamo. ..e Dio! ..come odiamo questa cosa!!) però disonesta. .o magari cattiva..nessuno si permetta mai di dirle in faccia “Sei un bugiardo” oppure di prenderla in giro perché magari è bella fuori ma non intelligente o non furba. Il fatto credo sia che noi siamo considerata una vergogna. Cosa vuol dire? Che li facciamo vergognare perché ricordiamo a loro, col nostro aspetto, che sono esseri meschini, insensibili, perfidi e malefici. Perché usano contro di noi le loro fragilità nascoste, perché il nostro grasso si vede, mentre loro hanno il fisico per poter nascondere quanto nefandi sono e quanti scheletri nell’armadio abbiano..o coscienza sporca. ..siamo il loro sfogo..il capro espiatorio. So che dimagrirò ancora, e che reingrasserò e che ridimagrirò..dentro però mi sentirò sempre quella discriminata, non accettata. La famiglia ha fatto molto…due fratelli più grandi, bellissimi..con due cognate altrettanto belle che sembrava quasi godessero della cosa. La cuginetta delicata che tutti adorano e fa danza classica (una falsa serpe credetemi), e sua madre che a tutti i pranzi fa la battuta che la sua bimba è delicata e mangia come un uccellino…quello che avanza dallo tutto a V. che è di bocca buona (che sta espressione…che fastidio!..manco parlassero di una squillo)!! E tutta la tavolata a ridere.
    Passato il tempo…la cuginetta ora non la vedrò da 10 anni credo…ma subentra suocera, sorella perfida del marito…frasi e fraseggi degni di una sinfonia, dovreste vedere! Bah. Dico che 1.70m x 78 chili è molto, ma non consente a nessuno di continuare a farmelo notare! Quando mai diremmo in faccia con cattiveria ad una persona che ha le unghie sporche, o l’alito cattivo?…ci facciamo scrupoli per non urtare la sua sensibilità. Noi no. Siamo esenti da sensibilità. Dobbiamo essere punite perché eccediamo col cibo ed è gravissimo!!! Ma sono cose che, considerato l’universo in generale…hanno così importanza? Non credo. Alla fine della vita ricorderemo molto più volentieri il pezzo di pane che abbiamo dato a chi aveva fame, non quello che abbiamo mangiato noi. Ne sono certa.
    Ora..non che voglia farla finita ci mancherebbe!!!! ..però sono ..diciamo.. curiosa di come mi sentirò per la prima volta senza avere il pensiero del corpo quando sarà l’ora …tanto per farvi capire come dopo 30 anni la cosa sia diventata, oltre che fonte di dispiacere grande, anche di ispirazione filosofica, religiosa ed etica il non poter contare sul fisico ci ha fatto sviluppare altro..noi ragazze che abbiamo qui scritto siamo come il povero cieco che però sente le persone meglio di tutti quelle che ci vedono.
    Penso tante volte che se mi avessero lasciata in pace avrei avuto le mie fasi e non mi sarei certo aggrappata ancor più al cibo. Ora ho una bambina piccola che difenderò sempre in caso si senta bullizzata, se dovesse essere robusta…altro che chiamarla “handicappata” come fece mio fratello 25 anni fa!…e nemmeno se lo ricorda!!!, la sto educando a mangiare sano ma soprattutto a non sentirsi mai come mi sono sentita io. Scusate il papiro…ero partita col pensiero “scriviamo due righe”
    Vi sono vicina. Ciao ragazze teniamo duro contro chi ci discrimina.

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