Due libri che furono un successo mondiale, seguiti da due film divertenti e romantici che ebbero un notevole riscontro al botteghino. E’ diventata il simbolo e la portabandiera di una generazione di curvy single, un’icona grazie alla schiettezza, alla sincerità e all’imbranataggine con cui ha affrontato le ormai note vicissitudini del romanzo e delle pellicole, un pò goffa e stramba, con le sue famose ciccette sballonzolanti e il suo dividersi tra due prototipi di uomo completamente agli antipodi. A chi di noi non è rimasta impressa la rissa nella fontana tra Colin Firth e Hugh Grant con la musica dei The Darkness in sottofondo; oppure la scena in cui Mark Darcy le dice “Mi piaci così come sei“; o quando lei finisce a letto con Daniel ed indossa i mutandoni della nonna… ?

E poi? Nessuna di voi si è chiesta che fine ha fatto Bridget Jones? Buona regola vorrebbe che non c’è due senza tre, ma pareva proprio che le risorse creative di Helen Fielding, madre letteraria di BJ, fossero andate esaurite. PAREVA. Uso il passato perchè, forse non tutti sanno, che la scrittrice in questione ha dato alla luce un nuovo capitolo della saga della single più amata al mondo, Bridget Jones, Mad About The Boy, pubblicato in Italia come “Bridget Jones, Un Amore Di Ragazzo“, edito da Rizzoli.

Il libro è uscito ad ottobre nel silenzio generale dei media italiani. Io l’ho trovato a dicembre, casualmente, spulciando un pò in libreria ed ora, tra una cosa e l’altra, ho finalmente finito di leggerlo.

In questo nuovo tomo ritroviamo la nostra BJ cinquantenne, madre di due bambini e, purtroppo (questo si, è stato un vero shock!) … VEDOVA!

Come, come, come? VEDOVA CINQUANTENNE CON DUE FIGLI? Ma se noi l’avevamo lasciata che aveva circa trent’anni, in procinto di sposare l’uomo della sua vita, il fascinosissimo avvocato per i diritti civili, Mark Darcy, così faticosamente conquistato! Beh? Cosa diavolo è saltato in testa all’autrice?

Non si sa, certo è che il cambio così spietato e radicale di scenario e personaggi non giova affatto al tutto.

Inoltre, inutile negarlo, il pensiero va subito ad un altro possibile film e la consapevolezza di non vedere più Colin Firth interpretare questo personaggio così tanto amato (almeno da me), è davvero deludente.

Trama. BJ si ritrova a fare i conti con uno stato che le è particolarmente familiare, quello di single. Solo che questa volta ha due bambini a cui badare completamente da sola e il ricordo terribile della morte dell’amore della sua vita che la tormenta, assieme alla paura di non essere una buona madre. D’altro canto, come al solito, BJ è famosa per il suo prendere tutto come viene, in maniera goffa e buffa, cadendo però sempre in piedi. Così, la nostra Bridget, per combattere la solitudine, si avvicina alle nuove tecnologie, cade vittima del vortice di Facebook, Twitter e dei siti di appuntamenti. Sarà proprio on line che conoscerà il suo toy boy, vent’anni più giovane e… sessualmente molto attivo! Ma i due si troveranno presto a fare i conti con l’abissale differenza d’età e, nonostante un sentimento sincero, saranno costretti a separarsi. Ma un nuovo amore, più maturo, più consono, attende Bridget all’orizzonte… Non vi dirò chi è, perchè se vorrete leggere il libro non sarò certo io a rovinarvi il finale. Tutto va a finire più o meno per il meglio, diciamo… Ma l’assenza di alcuni personaggi storici lascia molto con l’amaro in bocca.

Se Mark è assolutamente e definitivamente andato (fino all’ultimo ho sperato che rispuntasse all’improvviso, tipo, non so… uno sbaglio, uno scambio di corpi…), tutti ci chiediamo che fine abbia fatto Daniel, l’altro protagonista maschile, il simpatico sciupa femmine, affascinante, birbantello e un pò stronzo che nel film fu interpretato da Hugh Grant. Bene, ve lo dico io. Daniel è ora un ultracinquantenne molesto, di quelli patetici che ancora rincorrono le ragazzine e, come se non bastasse, oltre a comparire pochissimo in quest’ultimo libro, lo ritroviamo, a un certo punto, ricoverato in una clinica di riabilitazione a causa dell’alcool che gli ha fatto scambiare il detersivo per i piatti per una bevanda, facendolo finire in ospedale! Che pena! Che tristezza! Non potevamo ritrovare un Daniel redento, che finalmente aveva trovato l’amore della sua vita che gli aveva fatto mettere la testa a posto?! Oppure un qualche tipo di proseguo con Bridget… sarebbe potuto diventare il nuovo padre dei suoi figli, in onore della memoria del vecchio amico Mark! Macchè! Helen Fielding, hai toppato di brutto!

COSE CHE MI SONO PIACIUTE:

Lo stile di Helen Fielding. La sua scrittura è un portento: è vivace, colorita, divertente… Non vorresti mai chiudere il libro, anche quando la trama non è il massimo…

COSE CHE NON MI SONO PIACIUTE:

l’età, troppo vetusta e troppo lontana da quella dell’ultimo libro, della nostra Bridget.

la fine che ha fatto Mark

la fine che ha fatto Daniel

la trama, in generale, abbastanza scontata. Già dopo il primo quarto di libro capirete tra le braccia di chi finirà BJ

il finale un pò troppo frettoloso e buonista

Il mio voto a questa lettura è un 7, ma solo perchè Helen Fielding scrive molto, molto bene e darei un braccio per avere il suo talento. Purtroppo però, sono state fatte delle scelte sbagliate a livello di trama.

Un’altra domanda sorge infine spontanea: ci sarà un nuovo film? Vediamo insieme di rincorrere un pò di spoiler e notizie a riguardo…

Pare e sottolineo pare, che ci siano parecchie difficoltà riguardo al terzo possibile film della saga. Il punto sembra essere il mancato ringraziamento, alla fine del libro, da parte dell’autrice, all’attrice che diede vita a BJ sul grande schermo, Renèe Zellweger. Colin e Hugh in effetti, compaiono tra i ringraziamenti, ma la nostra bionda amica proprio no. Inoltre pare anche che la Zellweger abbia dichiarato di non essere più disposta a mettere su peso, come aveva fatto le volte precedenti.

Non sono più rimasti in contatto dopo l’ultimo capitolo mentre con Hugh e Colin, Helen ha ottimi rapporti professionali. Tutti si aspettavano che la Fielding ringraziasse la Zellweger ma così non è stato perchè tra di loro non scorre buon sangue. A scatenare l’astio tra di loro le diverse prospettive sul personaggio di Bridget Jones. La Fielding era comprensibilmente molto legata alla veridicità del copione e alle sfumature caratteriali della protagonista, ma la Zellweger aveva le sue idee al riguardo. Insomma si è trattato di uno scontro tra personalità artistiche”.

Questo è quanto riportato dal Daily Mirror. Un’altra notizia che circola in rete, inoltre, vorrebbe un altro copione per il terzo possibile film della saga. Sappiamo che i fan non hanno preso per nulla bene la scomparsa del buon Mark Darcy e, inoltre, girare un terzo film senza gli attori originali, che hanno fatto il successo di queste pellicole, sarebbe un’ atrocità nei confronti del pubblico… Insomma, leggo in giro che si pensava di utilizzare un altro script, originale, sempre della Fielding, dal titolo “Bridget Jones’ Baby“, in cui, mi è parso di capire, si tornerebbe un pò indietro nel tempo rispetto all’ultimo libro, ovvero al momento in cui Mark e Bridget decidono di avere un bambino, quindi non molto dopo la fine del secondo libro e film. Ma le voci della rete non spifferano novità positive al momento e, da quel che ne è emerso, è molto probabile che questa terza pellicola, non ci sarà.

Infine però, a conclusione di questo post, come grande fan di tutta la serie, sia dei libri, che dei film, mi sento di dire due parole. Voglio dire che Bridget Jones è stata un pezzettino della mia vita, mi ha fatto ridere e piangere, e avrò visto i film centinaia di volte… Insomma, voglio dire comunque un grazie alla Fielding per aver creato questo personaggio così vero, così imperfetto, eppure così familiare e simile a noi, che ci ha fatto sognare, ridere ed emozionare.

Grazie Helen. Era meglio se l’ultimo libro lo davi al macero, ma, nonostante tutto, grazie di tutto. 😉

5 thoughts on “Che fine ha fatto Bridget Jones? "Un Amore di Ragazzo", Recensione

  1. davvero interessante leggere la tue impressioni sul libro e i retroscena, anche se io ho solo visto i film. Devo dire che non so perché la Fielding ce l’abbia con l’attrice, ma sinceramente anche io dopo la prima pellicola non l’ho apprezzata nel forzare troppo l’imbranataggine di Bridget che nel primo film era più naturale e divertente. Diventava abbastanza insopportabile a mio parere. Il primo film, invece, lo rivedo sempre con gran piacere 🙂

    1. Diciamo che il secondo, sia il libro che il film, marciava molto sul successo avuto dai precedenti, tomo e pellicola, ma quest’ultimo libro, ahimè, distrugge sogni e aspettative. A volte, quando una storia è molto bella, è meglio lasciarla così com’è. Forse la Fielding aveva finito i risparmi…

    1. Ciao Paola, se hai letto il libro a cui mi riferisco, scoprirai che non è affatto morto.

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