Una piccola favola ispirata a qualche mio tragico ricordo di amore non corrisposto… Buona lettura!

 

C’era una volta una giovane Balena,
maestosa, intelligente e dalla pelle così lucente da sembrare un’ enorme pietra preziosa. Balena amava esplorare i fondali marini, stare sempre in giro, da sola, o con le sue compagne. Era un esemplare vivace, curioso, pieno di vita e voglia di fare…

Un bel giorno Balena incontrò Delfino e rimase folgorata dalla sua bellezza. Delfino era minuto e aggraziato, aveva uno sguardo intenso, un nasino perfetto e un sorriso… Oh, quel sorriso! Sembrava quasi fosse rivolto a lei, ed era così sincero, così genuino, così meraviglioso! Balena pensò che quel muso fosse proprio da baciare e, in un lampo, se ne innamorò perdutamente.

Balena aveva sempre vissuto con i suoi simili e, per lei, non esistevano differenze o discriminazioni. Anzi, per lei ogni specie era meravigliosamente diversa e fonte di novità, motivo di arricchimento. Non sapeva, Balena, cosa fossero la cattiveria o la discriminazione.

Erano giorni ormai che, tra una nuotata e l’altra, osservava Delfino. A volte trascinava le sue amiche dalle sue parti appositamente, per poterlo ammirare. Certo il gruppetto di balene non passava inosservato e Delfino e i suoi amici spesso rivolgevano loro delle occhiate intense, sempre con quei bellissimi sorrisi stampati sui loro volti.

Un dì, Balena si fece coraggio e si avvicinò a Delfino, trovandolo in un raro momento di solitudine.

– “Ciao!” Lo salutò lei. Lui si voltò a guardarla e la squadrò da capo a pinna, ci mise un pò, data la stazza di Balena.

– “Ciao” Rispose poi, con riluttanza.

– “Io sono Balena, tu sei Delfino, vero? Piacere di conoscerti.” Incalzò Balena.

– “Si, il mio nome è Delfino. Perchè parli con me, Balena? Tra poco saranno qui i miei amici, non voglio che ti trovino con me” Disse allora lui.

Balena non capiva: – “Sono contenta che stiano per arrivare i tuoi amici, così potrai presentarmeli e, nel frattempo, possiamo chiacchierare io e te. Sai Delfino, penso che tu sia l’essere più bello che io abbia mai visto.” Disse.

Delfino fece un balzo indietro: – “Mi pare ovvio” Disse “Tu sei una Balena, io un Delfino, è normale che io ti appaia bellissimo, se hai visto solo Balene nella tua vita!”

– “Le altre balene non hanno nulla che non vada… E’ che a me piaci tu!” Obiettò Balena.

– ” Ma tu sei una Balena!” Ribattè Delfino.

– “E quindi? Cosa significa questo?” Chiese Balena, ingenua.

– “Lascia che te lo spieghi: io sono un Delfino, un essere leggiadro, snello, ammirato da tutti, ritenuto il più intelligente dei mari… Tu sei enorme, hai gli occhi piccoli, un sedere gigantesco e…. puzzi! Io non voglio avere nulla a che fare con te!”

– “Ma tu non mi conosci nemmeno, non hai mai parlato con me, prima d’ora… Non sai chi sono, quali sono i miei sogni, cosa mi piace, cosa amo… Come fai a dire che non vuoi avere nulla a che fare con me?! Dammi una possibilità, io ti amo!” Urlò allora la povera Balena.

– “Vattene via, essere abnorme, mi fai schifo!” Rispose Delfino, lapidario.

Balena sentì l’acqua scivolare via, sotto le sue pinne, come se da un momento all’altro potesse precipitare giù, nel nero più profondo degli abissi marini. Delfino le fece uno dei suoi sorrisi, ma Balena si accorse finalmente che non era un sorriso affascinante, era un sorriso di derisione, uguale a tutti quelli che lui e i suoi amici le avevano rivolto fino a quel momento. Iniziò a piangere e si voltò per scappare via, sentiva come se il cuore le fosse stato strappato dal petto. “Perchè sono nata balena?” Iniziò a pensare “Perchè non sono un delfino? Perchè sono così enorme? Sono orribile, sono un essere ripugnante!” Si tormentò. Poi, da lontano, vide un’altra balena di passaggio: vide la sua maestosità, la perfetta curva della schiena, le pinne forti…
Balena si girò di scatto, rivolgendosi di nuovo a Delfino:

– “E tu saresti il più intelligente dei mari? A me non sembra proprio! Ognuno di noi è diverso e meraviglioso! Io credevo che tu fossi bellissimo, invece sei l’essere più brutto e stupido che io abbia mai conosciuto! Ti avrei donato ogni mia curva, ogni mio gesto, il mio cuore… Adesso non avrai più nulla!”

E così Balena se ne andò via, senza mai più pensare a Delfino, fiera di aver risposto in quel modo e consapevole di essere speciale.
In futuro, si ripromise, non avrebbe mai più permesso a nessuno di trattarla così, perchè lei era bellissima, adesso lo sapeva bene, e mai più nessuno avrebbe potuto affermare il contrario.

 

V.I. – TondaMente (non me ne vogliano i delfini…)

9 thoughts on “La Balena Innamorata

  1. mi è piaciuta molto la favola, la ritwitto, la realtà, tra l’altro, è che spesso è il delfino a essere innamorato della balena, ma è così insicuro che non ha il coraggio di ammettere nemmeno con se stesso i suoi sentimenti verso qualcuno che il suo ‘branco’ non ritene bello…

    1. Verissimo. Ieri ero in vena di scrivere e di ricordare certe antiche sensazioni… Quanti delfini ho incontrato! Troppi! 😉 Grazie mille per la “ritwittata” (si dice così?) 😉

  2. Ognuno di noi per un verso o per un altro si ritrova nei panni (ops nelle pinne!) di Balena. L’importante è non cadere sotto scacco del giudizio altrui. Brava Balena 🙂 Io però con qualche delfinaccio ammetto di essere stata meno diplomatica… insomma, c’è scappato qualche ceffone in passato, sia per i maschi che per le femmine ehehehe

    1. Mmmmmmmmmmmh…. Marica, stai svelando il tuo lato violento… affascinante! Non ti facevo dispensatrice di ceffoni… ma hai fatto benissimo se si trattava di delfini: quanno ce vò, ce vò!!!!!! 😉

  3. Bellissima la tua favola…purtroppo ci sono ancora troppi “delfini e anche delfine” stupidi/e in giro……..non sanno cosa perdono a lasciarsi scappare le tenere e dolci balene. Ciao Valentina!

    1. Grazie Chicca, non è nulla di che, solo il frutto di un pomeriggio un pò malinconico in cui avevo voglia di scrivere… I delfini ci sono e ci saranno sempre, la cosa veramente importante è che Balena ricordi sempre chi è e quanto vale 😉

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