Sono giorni terribili, giorni di un’estate infuocata che non accenna a diminuire le sue temperature africane, giorni lunghi e boccheggianti, tra cubetti di ghiaccio e ventilatore puntato in faccia.

Quando sale il termometro, sale anche la mia ansia. 

Immagino che il problema non sia solo il mio: chi ha qualche chilo in più, e non solo, generalmente, non ama tanto il caldo, e questo succede per svariati motivi.

Anzi, a voler essere precisi i motivi sono due: uno legato alla sfera psicologica, uno legato a quella fisica.

Il primo riguarda quel campanello d’allarme che inizia a suonare nella nostra testa quando ci rendiamo conto che, ormai, è da mettere a riposo nell’armadio persino la giacchettina di jeans, ovvero quando capiamo che è giunta l’ora di scoprirsi! Top senza maniche, gonnelline, shorts… e il tanto temuto costume da bagno! C’è qualcuna, io lo so, che va in giro a maniche lunghe anche d’estate per il complesso delle braccia “cicciotte”, poi c’è quella che non ha mai indossato una bella gonna fresca in vita sua perchè, a suo dire, avrebbe “delle gambe inguardabili”, per non parlare degli shorts… un vero tabù per chi è in carne!

Il momento della prova costume poi, è il più disgraziato. Pur di non spogliarci, sulla spiaggia, faremmo di tutto. E’ drammatico quell’istante in cui, ormai ci siamo, chi ci ha accompagnate è già mezzo nudo, e noi ci guardiamo intorno con aria circospetta, per vedere se qualcuno ci sta osservando… Poi, una volta esaminato per bene il territorio circostante e i suoi abitanti, piano piano, sfiliamo una manica del top, poi l’altra, ma ancora non tiriamo su la maglia, questo è un altro momento che merita una pausa (ci congratuliamo mentalmente con noi stesse per essere riuscite ad arrivare fino a questo punto), bisogna di nuovo guardarsi attorno con circospezione: la svestizione è iniziata, non vorremmo mai che qualcuno ci stesse osservando malignamente; e dunque su, buttiamo via la maglietta, ma non prima di aver tirato un profondo respiro e aver spinto in dentro la pancia, ora giunge il momento più drammatico, il pezzo di sotto ce lo siamo tenute come gran finale… il pensiero di tirare fuori i nostri cosciotti insaccati con quei deliziosi buchi di cellulite in stile groviera ci devasta… “Potrei rimanere con il pareo o la gonnellina” iniziamo a pensare “Massì, lo tolgo solo per andare a fare il bagno“, e così rimandiamo l’inevitabile, ovvero l’esposizione delle nostre zampotte; ma ciò che è inevitabile, non si può evitare… e così giunge il momento del bagno, a questo punto bisognerà rimanere in costume e nient’altro… altri sguardi circospetti, nel frattempo i nostri accompagnatori si sono già tuffati e stanno già sguazzando, oh no, stanno improvvisando una partita di pallavolo a riva, “Vuoi giocare?” ci chiedono allegri, ma noi sappiamo bene che non potremmo mai esporci a riva, senza essere sommerse d’acqua fino al mento, e addirittura metterci a giocare, ovvero sobbalzare, muoverci, lanciare… le nostre ciccette al vento non farebbero che muoversi come una gelatina, tutta la spiaggia riderebbe di noi; e quindi niente beach volley, attendiamo, pazienti, che gli altri abbiano finito e si buttino in acqua e, alla fine, anche a quel punto, quasi ci manca il coraggio di abbandonare l’ultima corazza, l’ultimo velo, l’ultimo appiglio, ma siamo giunte fin lì, fa un caldo atroce, l’acqua sembra rinfrescante, tutti si stanno divertendo… così ci sfiliamo anche l’ultimo pezzo rimasto, e quasi lo lanciamo in testa ad uno sconosciuto nell’ombrellone di fianco al nostro pur di entrare in acqua nel più breve tempo possibile, e dunque, è fatta, ci siamo dentro, ma odiamo l’estate con tutte noi stesse.

Se vi siete, in qualche modo, ritrovate nelle mie parole, lasciatevi dare un consiglio da amica: state sbagliando! Avete notato che, nel racconto, gli altri si divertono e voi no?! Avete notato che ci avete messo più tempo a decidere di spogliarvi che non a godervi il vostro fresco bagno d’estate?!

Qual’è il problema? La mia, ovviamente, è una domanda retorica, lo so benissimo qual’è, perchè ci sono passata. Perchè, ancor oggi, qualche volta, in un angolino del mio cervello, provo quelle stesse sensazioni, ma cerco di reprimerle. Il problema sono gli altri, i loro sguardi, i loro giudizi… Ma, in realtà, tutto è nella nostra testa.

Ponetevi tre domande: Di chi è la vita che sto vivendo? Sarà eterna? Me la sto godendo?

Le risposte giuste, nell’ordine sono: Mia, No & No! Ma l’ultima dovrebbe essere un SI.

Godetevi la vita sempre, perchè essa è fugace, talvolta è stronza, e soprattutto è piena di problemi, non c’è alcun bisogno di crearsene degli altri. Pensate a voi stesse, alla vostra gioia e al vostro godimento, non a quello che gli altri potrebbero pensare di voi. Quello non ha proprio alcuna importanza, credetemi.

Ed ora veniamo alla sfera fisica. Beh, qui c’è poco da fare: il caldo si soffre! E noi lo soffriamo maggiormente: sudorazione, battiti accelerati, manca l’aria, ci si sente schiacciati… E poi c’è lo sfregamento delle cosce, le irritazioni sotto al seno (chi è molto dotata di tette mi capirà), le macchie scure sulle magliette, il dolore e l’affaticamento di gambe e piedi… Insomma, ce ne è per tutti i gusti… ma questa parte magari, con qualche consiglio su come vivere meglio, fisicamente, questa lunga estate, la vedremo in un prossimo articolo 😉

Ora vi saluto a vado al mare, a divertirmi: mi raccomando, fatelo anche voi, senza riserve!

Vi abbraccio.

TondaMente

6 thoughts on “Il Caldo, il Mare e il Rito della Svestizione: Paura del Giudizio degli Altri in Spiaggia

  1. Ciao! ti ho scoperto solo oggi e mi sto recuperando tutti i tuoi articoli!
    premetto che anche io sono bella abbondante, a volte penso a me come il doppio di una donna visto che una donna magra può pesare tranquillamente una mia metà
    alcuni anni fa sono capitata per caso e quasi costretta su una spiaggia dopo quindici anni che non andavo, pensando che solo quelle magre se lo potevano permettere
    invece ho visto che c’erano tranquillamente persone di tutti i tipi e soprattutto ho notato che mentre noi possiamo sempre essere prese di mira per le nostre misure non standard, il mare è proprio il posto dove si notano le imperfezione di tutte le donne, anche quelle magre, quelle che con un tubino nero e tacchi alti sembrano modelle, li si nota tutto: smagliature, cellulite, sproporzione (perchè si anche troppo seno su una magra sta male) e ho pensato siamo tutte imperfettamente belle a nostro modo
    e non ho avuto più paura di andare al mare addirittura in bikini
    quest’anno mi trovavo al mare con donne che davvero sono la mia metà e le sentivo farsi mille problemi sui costumi e ho raccontato loro quello che ho visto io del mare: non c’è posto più libero di questo, sei più osservata vestita al corso di sabato sera che un pomeriggio al mare, ma loro niente e ho capito che la vera bellezza è la sicurezza di se stesse, non si può pensare sempre che si starebbe bene solo se si fosse alte due metri come dicevano loro, io pensavo che felicità fosse essere magre come loro, ma ho visto che non lo sono perchè tanto penseranno sempre a qualcosa che non hanno

    1. Ciao Flavia, concordo pienamente con quanto hai detto. Noi siamo tutte bellissime, ognuna a suo modo, ognuna con la sua taglia. E si, purtroppo è anche vero che donne che sono la nostra metà, purtroppo, non si accettano. Questo perchè il mondo in cui viviamo oggi è un mondo estremamente sessista e che si basa su principi futili e tutti legati all’esteriorità. Magari un giorno le donne apriranno veramente gli occhi, come hai fatto tu 😉 Ti auguro il meglio. E… benvenuta sul mio blog! 😉

      1. non so se è lo spazio adatto ma volevo sapere la tua opinione sulla seconda classificata di miss italia(spettacolo ridicolo in ogni caso) dicono “prorompente curvy di taglia 46”
        proromponte taglia 46? curvy? ma hanno idea di cosa dicono, la taglia 46 la vendono vicino alle 42 e non ci noto tanta differenza
        lo sanno questi che una curvy è una che compra i vestiti in negozi appositi oppure online vista la carenza di negozi adeguati
        non è solo una questione di vestiti ma del fatto che questi pensano di fare tanto per le donne dicendo partecipa addirittura una 46, io non avevo mai indagato in merito ma pensavo fosse una taglia normale per il concorso

        1. La penso fondamentalmente come te. Purtroppo in questo momento dire “curvy” va tanto di moda ed è un pò sulla bocca di tutti. Nel mondo della moda, dove la normalità sarebbe, secondo loro, una tg 38, che poi è quella che fanno sfilare in passerella, una taglia 46 è praticamente una plus size. Ovviamente io non sono affatto d’accordo e penso che la seconda classificata di Miss Italia sia una ragazza bellissima e normalissima e che l’uso del termine “curvy” sia abbastanza inappropriato. Penso inoltre che Miss Italia sia un programma che andrebbe cancellato dalla faccia della terra, personalmente lo trovo tremendamente sessista perchè rafforza lo stereotipo comune secondo cui le donne, ancora al giorno d’oggi (in cui abbiamo dottoresse, scienziate, filosofe, ecc, ecc…) debbano essere valutate, pesate e giudicate sulla base del loro aspetto fisico.

          1. scusa se ti ho chiesto l’opinione su questo argomento trito e ritrito ma la cosa che più mi ha portato a parlarne sono stati i commenti che ho trovato in fondo a un articolo
            la maggior parte degli uomini diceva bella,avercela una fidanzata così,penso che stia bene così e non si deve fare nessun problema
            le donne invece sparavano a raffica,non si mette un’obesa tra donne belle, è un concorso di bellezza mica di ragazze comuni e altre cose spiacevoli
            quindi stiamo tanto a parlare di questo mondo che ci vuole sempre diverse e ci impedisce di stare bene come siamo e dopo siamo le prime a dire che questo di pesi e misure è il modo adatto per giudicarci, invece di ribellarci e dire che tali giudizi ci fanno ribrezzo
            inoltre se ci pensi perchè dovremmo pensarci diverse?se vogliamo essere attraenti per qualche uomo, e come quelli che commentavano ce ne saranno altri che la pensano in modo simile, e per loro è ok una donna così, in quale meccanismo perverso ci siamo infilate?
            chi è questa società che ci impone certi canoni estetici?qualche uomo limitato ci sarà ma se altri sono più intelligenti nel valutarci chi ci crea questi problemi?le case di moda?il giornalista che ci parla di prova costume già il 26 dicembre?
            forse i problemi sono in maggior parte nella nostra testa se non sappiamo accettarci nemmeno se per gli altri siamo ok, se anche nel momento in cui non provano a cambiarci ne ci commiserano ma semplicemente nemmeno se li pongono certi problemi, perchè dobbiamo continuare a rovinarci la vita noi da sole?

          2. Infatti, perchè?! Io ho smesso e con questo blog, spero di ispirare tante altre donne a volersi più bene!

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