Hola Girls!!!

Cosa c’è di meglio, in queste lunghe e calde giornate estive che perdersi in un romanzetto rosa che ci fa sognare e sorridere?! Meglio ancora poi se si tratta di una storia che ha per protagonista una ragazza curvy! 😉

Ecco quindi la nuova puntata del mio romanzo curvy, solo per voi, amiche del blog.

Nel caso vi foste perse le puntate precedenti, cliccate QUI per leggerlo tutto, dall’inizio.

Buona Lettura! 😉

Quando la ragazza oltrepassò nuovamente le porte dell’azienda, questa volta per uscirne, si rese conto di non avere più i tremolii alle mani che aveva avuto all’inizio. Questa volta sentiva una potente oppressione all’altezza del petto e, per un attimo, pensò che le stesse per venire un infarto. O forse era solo angoscia… Fece qualche metro lungo il marciapiede, poi fu costretta a fermarsi e a respirare lentamente. In fine, riuscì a riprendersi e a trascinarsi fino al tunnel della metro più vicino, ma non appena arrivò il treno, portando con sè una potente ondata di aria calda che sapeva di ferro e corpi sudati, corse in un angolo vicino alle scale e vomitò rovinosamente.
Beh, com’è andata?” Messaggio di Ross. Un nuovo conato.
Anna si ritrovò su una panchina, vicino ad un parco giochi. Aveva deciso di risalire in superficie per prendere un pò di aria fresca. Pensò alla conversazione che aveva appena avuto con il tipo delle risorse umane e quasi le venne voglia di vomitare di nuovo. Voleva mandarla all’altro capo del mondo, lontana dalla sua città e da tutti quelli che le volevano bene, lontana da Alessandro, lontana da Ross, lontana dalla realtà che conosceva e con cui aveva imparato a convivere. Sarebbe stato piuttosto facile per lei, così ancorata alle abitudini e alla rassicurante monotonia quotidiana, dare una risposta negativa, se non fosse che il tizio le aveva offerto il lavoro dei suoi sogni.
Prese il cellulare e scrisse un messaggio a Ross: “Ross, mi hanno offerto un posto come responsabile risorse umane – stipendo WOW – c’è un unico problema: mi devo trasferire lontano
lontano quanto?
lontano, lontano :(”
e tu cosa hai detto?
La cosa che, più di tutte, aveva sorpreso e stordito Anna però, non era stata la proposta lavorativa, nè la lontananza, ma tutta la serie di emozioni che la cosa aveva provocato in lei. All’inizio paura, poi però, dopo qualche secondo, una bomba di emozioni le era esplosa in corpo. Uno scenario di infinite possibilità si era palesato davanti ai suoi occhi, inclusa quella di una nuova vita: eccitante, ricca di avventure, con un lavoro appagante e, senza neppure rendersene conto, le sue labbra si erano schiuse e avevano pronunciato le parole “accetto!” forse anche con un pò troppo entusiasmo rispetto a quel che ci si sarebbe potuto aspettare da lei.
Che cosa aveva fatto?! Cosa aveva combinato?! Aveva accettato un lavoro in un posto lontano senza neppure parlarne con Ale, era forse impazzita?! Subito un bruciante senso di colpa si era impossessato di lei, mentre il Dott. Ripa sorrideva soddisfatto e le faceva firmare il suo contratto. Le aveva parlato della possibilità di fare carriera, di un percorso in ascesa all’interno dell’azienda. Le aveva detto che qualche sacrificio era normale, all’inizio, ma che non se ne sarebbe pentita.
Ok, niente panico“. Pensò Anna, guardando un bambino scivolare su un enorme scivolo giallo, “posso sempre rifiutare, finchè non parto non è reale, posso strappare il contratto, posso tirarmi indietro… Non sarà il massimo, ma posso farlo.” Il punto era che Anna non ne aveva alcuna intenzione. Oltre a tutti i sentimenti negativi: il senso di colpa, la paura, ecc… c’era qualcosa di positivo che bruciava dentro di lei. Anzitutto l’avevano scelta, avevano scelto lei! Alla fine, la gonna, le aveva portato fortuna, le aveva dato modo di mostrarsi sicura e competente. E poi c’era tutta quella parte relativa all’avventura, alla novità, alla sfida di ricominciare, una circostanza in cui non si sarebbe mai immaginata, eppure… eccola là.
Non rispose all’ultimo messaggio di Ross, ma si incamminò di nuovo verso la metro, più calma e meno incline a vomitare tutto in giro.
Alessandro era a casa, la stava aspettando. Non vedeva l’ora di sapere come era andato il secondo colloquio.
Anna rimase dietro la porta di casa almeno tre minuti buoni, prima di decidersi ad aprire la serratura.
-“Amore! Sei tornata! Allora?” Ale l’accolse così, entusiasta come sempre, bello come il sole, con quel suo sorriso aperto e sincero, alzandosi dal divano.
Cacchio.
Anna invece aveva una faccia serissima, da funerale. Sapeva che l’avrebbe ferito a morte, sapeva che il suo comportamento era stato estremamente scorretto, sapeva di essere stata una grande egoista, sapeva che si sarebbe dovuta battere per ciò che desiderava. Ma, d’altronde, Anna aveva passato tutta la sua vita ad accontentarsi, credendo sempre di non essere abbastanza, di non meritare nulla di più. E invece qualcosa di più era arrivato.
– “E’ andata male, amore mio?!” Chiese quindi Alessandro, vedendo la sua faccia.
– “Ale…” Il suo nome le uscì con un sussurro flebile. Si schiarì la voce. “Ale…” Riprovò.
Mi hanno offerto un posto come human resources manager a Dublino, in Irlanda” Disse poi, diretta, tutto d’un fiato. Lui si bloccò e rimase fermo, come una statua di ghiaccio, per qualche secondo.
Anna stava aspettando che Alessandro realizzasse e iniziasse a dissuaderla, promettendole che ci sarebbero state altre opportunità. Invece lui rimase in silenzio e tornò a sedersi, si prese ancora qualche secondo di silenzio, poi le disse: – “Dovresti accettare. Penso che dovresti andare, amore. E’ un’occasione bellissima.
Come?! Anna era disorientata.
-“Come hai detto?” Chiese.
– “Dico che dovresti farlo. Io ti amo, Anna. Ti amo tanto, ma questa è un’occasione che tu non puoi perdere.
Invece di sentirsi sollevata, d’un tratto Anna si sentì indignata e offesa. Era pronta ad affrontare un litigio in piena regola, era pronta a sentire le grida, ad essere accusata di pensare solo a sè stessa, era pronta a ribattere e poi a sentirsi una merda, in quest’ordine. Era pronta. Ed era certa che Alessandro ne avrebbe fatto un dramma. Insomma, stavano insieme da tanto tempo, si amavano alla follia, non potevano vivere l’uno senza l’altro… no?! Alessandro avrebbe dovuto lottare per tenerla vicino a sè. O forse non era questo ciò che lui desiderava?!
– “Ma è praticamente in capo al mondo. Non ci vedremmo più!” Rispose lei.
– “Adesso non esagerare, con l’aereo sono un paio d’ore, non è mica in America! Lo affronteremo e lo supereremo” Disse quindi lui.
– “Dovrei partire tra una settimana” Chiarì Anna. Lui le prese le mani.
– “Ce la faremo, ce la farai
Un moto di rabbia totalmente ingiustificata fece trasalire la ragazza.
– “Quindi è così che mi liquidi?” Urlò. “Sembra quasi che ti faccia piacere… Come puoi dire vai? Come puoi? E il nostro futuro? Tu lavori qui, hai un buon lavoro, io potrei fare carriera altrove… e poi?
Alessandro sembrava confuso.
-“Ma questo lavoro non è ciò che desideri?” Le chiese.
Anna era scura in volto. “E’ ciò che desidero” Affermò, cupa. Una lacrima le stava rigando il viso.
-“Scusa, ho bisogno di aria” Così dicendo, Anna uscì nuovamente dall’appartamento e si lasciò andare ai singhiozzi, una volta in strada. Mandò un messaggio a Ross: “I need you” Le scrisse e l’amica, dopo pochi minuti, si presentò sotto la sua porta, era in macchina col tipo con la barba.
– “Sali” Le disse, ed Anna obbedì. Il tizio con la barba, che per fortuna non portava più le treccine, le lasciò a casa di Rossana e se ne andò. Ross preparò un caffè. Anna continuava a piangere a singhiozzi.

– “Non ho mai fatto qualcosa per me” Affermò. Si era un pò calmata, e stava spiegando a Ross tutto quello che stava accadendo dentro di lei. Il suo telefono squillò per l’ennesima volta: era Ale. Lei lo spense.
– “Io… ho sempre ascoltato mio padre: lui mi diceva che dovevo dimagrire, che non valevo niente, che non sarei diventata una donna attraente… Mi ha fatto credere di non valere nulla. E invece io mi sono tanto impegnata, nello studio, per migliorare me stessa. Certo, sono grassa, ma questo non mi ha impedito di ottenere questa fantastica offerta di lavoro! Cioè, voglio dire: chissà quante altre cose potrei fare, che non ho mai fatto… per paura.
– “Non devi prendertela con Ale” Le disse Ross.
– “Lui mi ha spiazzata! Quale ragazzo direbbe “vai!” senza batter ciglio?! Uno che vuole liberarsi di te, è ovvio!
– “O magari uno che ti ama così tanto da mettere da parte le proprie egoistiche paure per fare in modo che tu abbia ciò che realmente desideri. Magari ti conosce meglio di quanto credi.
Anna riprese a singhiozzare. “Posso rimanere qui, stanotte?” Chiese all’amica. Ross annuì e l’abbraccio così forte che Anna pensò che le avrebbe spezzato le ossa.

Vuoi Sapere Come Prosegue??? Allora puntata successiva! 😉

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