Ultimamente, non si può negarlo, va molto di moda utilizzare il termine “curvy”, in questi ultimi anni c’è stato tutto un risveglio “dei sensi e delle coscienze”, sia nel campo della moda, che per quanto concerne alcune questioni sociali e culturali.

Un tempo non si parlava di questo. Adesso invece si, anche se sempre troppo poco e talvolta nella maniera sbagliata, ma almeno se ne parla, si è aperto un varco nella coltre oscura di silenzio che aveva ricoperto noi tonde, i nostri diritti, i nostri sentimenti e i nostri desideri in fatto di moda… Confido nel fatto che, tra 10 anni, in Italia, forse, si comincerà a parlare anche di “plus size”.

Ma, quando si è nuovi all’argomento, quando si è inesperti, ecco sbucare dietro l’angolo l’equivoco, il fraintendimento, lo sbaglio nell’uso dei termini, la confusione…

E non ultima, la “distorsione” di un termine nato altrove, che voleva essere foriero di una rivoluzione, di un pensiero ben preciso, della diffusione di un’immagine di donna diversa dai canoni estetici imposti e invece, soprattutto da noi qui in Italia, si è trasformato semplicemente in un’etichetta da “appiccicare” a donne “normali”, donne che non rientrato in assurdi canoni imposti dai media e dalla moda.

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In questi ultimi anni sono successe tante cose, soprattutto all’estero, ma non sono mancati anche alcuni episodi e figure di riferimento in Italia oppure echi provenienti proprio al di fuori dei nostri confini.

Le prime, sono state probabilmente proprio le blogger. Donne coraggiose che si sono messe in gioco, hanno esposto loro stesse, la propria immagine, per portare alla luce un argomento spinoso e “nuovo”, una realtà complessa, problematiche varie e una nuova figura, quella della donna vera, in tutte le sue sfaccettature.

Poi, il termine “curvy” ha iniziato lentamente a dilagare, è diventato quasi “trendy”, alla moda. Questo stesso blog si chiama “tondamente curvy blog”, proprio sulla scia della grande risonanza del termine “curvy”. Ve lo dico chiaramente, non mi nascondo dietro a un dito, nonostante io, personalmente, nel termine “curvy” mi ci riveda e mi ci senta solo in parte, quando ho deciso il titolo del blog, ho pensato che scrivere “curvy” mi avrebbe fatto ottenere visibilità, mi avrebbe meglio posizionato sui motori di ricerca e avrebbe subito chiarito gli argomenti e le intenzioni di questo spazio virtuale (così come mi ero abituata a credere seguendo blog stranieri) e, tutto sommato, in effetti, non sbagliavo.

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Pian piano dunque, anche le case di moda e dunque il mondo del business, ha capito che eravamo una fetta di pubblico esistente e con potere d’acquisto, a cui però non veniva data importanza e a cui non venivano dedicate cose interessanti. Certo, ancora oggi, in Italia, ci sono linee “curvy” che fanno ridere, perchè “antiche”, sempre legate ad un’immagine di donna che vuole coprirsi, nascondersi… Oppure che arrivano fino alla tg 52, altra idiozia colossale!

Poi, i media hanno iniziato a dare risalto alla “rivoluzione curvy” che stava dilagando sul web e in passerella, a mettere in evidenza e a presentare al grande pubblico le modelle curvy (ultimamente anche a Miss Italia c’è stata la rivoluzione curvy – si fa per dire, naturalmente, il punto è sempre quello); si è iniziato a parlare di più di disturbi alimentari non solo nel senso dell’anoressia, ma anche nel senso opposto, perchè anche le abbuffate, ad esempio, sono disturbi alimentari al pari dell’anoressia, solo che vengono comunemente ed erroneamente percepite come la manifestazione di una personalità debole e perdente…

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Insomma, piano piano, a poco a poco, si è iniziato a parlare di ciò, ma, a mio modo di vedere le cose, è stato fatto un grosso errore: si è buttato tutto nel calderone e si è iniziata a fare una gran confusione.

In Italia, la modella curvy ormai più famosa e conosciuta, soprattutto grazie al web e alla sua partecipazione al programma “Detto Fatto”, su Raidue, è senza dubbio Elisa D’Ospina.

Ha fatto grande scalpore la scelta per il calendario Pirelli, della sua prima modella curvy, nella persona e nel corpo della splendida Candice Huffine, meravigliosa e procace fanciulla from the USA.

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Ancora più recentemente, è salita alla ribalta, presentata dai media di ogni paese, la figura di Tess Hollyday, anche lei bellezza americana (che noi però conoscevamo già 😉 vedi vecchio articolo su Tess, QUI) , con un corpo di donna decisamente diverso, più estremo, potremmo dire, un corpo di donna a cui gli occhi di molti non erano abituati, e dunque ecco lo scandalizzarsi dei ben pensanti, ecco piovere le critiche, ecco farsi avanti masse di dottori improvvisati. Un corpo plus size, quello di Tess, grasso, obeso, non più nei canoni della solita taglia 52… Un corpo di modella però, che ben rappresenta il range delle taglie plus size. Un corpo che i più hanno sentito il bisogno di etichettare. Qualcuno l’ha chiamata “curvy”, qualcuno l’ha chiamata “plus size”. Qualcuno l’ha anche chiamata “mostro”, ma lasciamo perdere.

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Si pone un dilemma dunque, cosa è esattamente curvy e cosa è plus size?!

Perchè il corpo di Tess non somiglia a quello di Candice Huffine, questo è chiaro.
Tutto ciò genera confusione.

Vediamo cosa dice il dizionario, in merito al termine “Curvy”: sinuoso, formoso, procace – colloquiale: tutta curve.

Tecnicamente dunque, sia Tess che Candice sarebbero curvy, in quanto non esiste, almeno ufficialmente, una taglia, passata la quale si smetta di esserlo.

Vediamo invece cosa il dizionario ci dice in merito al termine plus size: taglia forte.

Il problema però si pone a monte. Purtroppo, nel pensare comune, al momento, una donna “curvy” è una donna dalla tg 44 in poi… e ciò mi lascia alquanto basita.

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Non è forse la taglia 44 una taglia normalissima, così come la tg 46 e la tg 48? Sono le taglie indossate dalla maggior parte delle donne comuni, in tutto in Mondo! Perchè si è sentito il bisogno di definirle curvy, mi chiedo? Probabilmente perchè non sono una tg 38 come le modelle! L’inghippo sta proprio qui. 

Perchè la moda e i media per anni ci hanno fatto credere che la donna “normale”, quella accettata dalla società, quella considerata bella, quella “scopabile” se vogliamo andare sul volgare, dovesse essere una taglia 38! Ma, guardatevi attorno, nella vostra stessa vita: quante taglie 38 vedete intorno a voi?

Non è realistico. Non è reale! E’ una bugia, una menzogna, apriamo gli occhi, per favore!

E’ una semplice questione di statistica.

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Inoltre, e questa cosa mi fa tanto ridere, le “curvy”, quelle intese dalla tg 44 alla tg 50/52 al massimo (perchè dopo poi si è plus size, ovvero obese, secondo alcuni) ci tengono molto a prendere le distanze e a sottolineare come loro non abbiano niente a che fare con le plus size, quelle “disgustose, chiattone, puzzolenti” (sto estremizzando, ma il concetto è quello)!

Non ci credete?! Beh, gli esempi sono tanti, e provengono anche da alcuni personaggi abbastanza conosciuti, non ultimi poi dei meme disgustosi con lo slogan “così sei curvy” – accompagnato all’immagine di una figura fisica tipo quella di Sofia Vergara – “e così sei solo una scrofa!” – accompagnato all’immagine di una figura fisica molto più simile alla mia e a quella di numerose donne.

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Quindi, per riassumere, se porti una taglia 56 o 58, per loro, non sei curvy, ma obesa, rivoltante, sbagliata, e pertanto ti devi curare.

Quindi cosa è stato realmente sdoganato col termine curvy?! Nulla. La donna normale.

Per l’ennesima volta, la donna è riuscita ad automortificarsi con qualcosa che poteva essere una rivoluzione in positivo! Le donne oggi sono così insicure che sentono il bisogno di mettersi addosso un’etichetta a tutti i costi!

A me, personalmente, le etichette, non piacciono. In teoria, dovrei definirmi una plus size e non una curvy. In pratica, non me ne importa granchè. Mi interessa invece molto diffondere un messaggio che avrebbe potuto e avrebbe dovuto essere il fulcro di questa rivoluzione legata al termine “curvy” e che invece non lo è stato, ovvero il messaggio della BODY POSITIVITY, il messaggio secondo cui, tutti i corpi, che siano palestrati o “curvy”, che siano obesi o magri, che abbiano le smagliature o un ottimo tono muscolare, che siano alti o bassi, che abbiano un naso importante o un nasino alla francese, che portino una tg 48 o una tg 58, che abbiano la cellulite o un culetto sodo e tondo… ecco, tutti i corpi, ma proprio tutti, hanno PARI DIGNITA’ e meritano PARI RISPETTO.

Questa parte, ai più, mi pare essere decisamente sfuggita.

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Caro Corpo, tu non sei mai stato un problema. Non c’è nulla di sbagliato nella tua taglia, nelle tue curve, nelle tue cicatrici, nei tuoi difetti, nelle tue smagliature o in te. Non è tuo compito apparire come la gente sulle riviste. Non è tuo compito apparire “carino”. Sei già buono abbastanza.

E voi cosa ne pensate di tutto questo? Vi sentite rappresentate dal termine “curvy” così come è veicolato in questo momento o odiate essere etichettate?
Fatemi sentire la vostra voce, non vedo l’ora di leggervi!

Con Amore, TondaMente. <3

19 thoughts on “Cosa è Curvy e Cosa è Plus Size?! L’esigenza di etichettarsi a tutti i costi

  1. Complimenti per l’articolo, Valentina! Apprezzo sempre tantissimo la tua franchezza. Purtroppo il mondo ha bisogno di catalogare le cose inserendole in delle categorie per renderle riconoscibili e quindi controllabili, il problema è che se è un discorso applicabile praticamente a tutto, per le donne vale doppio, per noi esistono da sempre molte più etichette rispetto agli uomini, ormai è la nostra forma mentis, tanto che come dici tu, siamo le prime ad autoattaccarci addosso certe etichette. Io non ho mai capito perché in Italia questi termini siano stati stravolti fino ad arrivare a fornire una visione del corpo femminile ancora più distorta di quella precedente, so solo che è innegabile che sia così, basti vedere la vestibilità che a parità di taglia hanno gli abiti di brand italiani rispetto a brand inglesi o americani . Brava! È sempre un piacere leggerti

    1. Grazie Dana, apprezzo molto questo commento. Sai che il piacere di leggerti è sempre reciproco 😉

  2. La penso come te, ogni virgola. Dovremmo davvero finirla di farci del male da sole, di fare distinzioni, di considerare gli altri solo sulla base del loro corpo. E’ così difficile da capire che ognuno di noi è mente ed anima?!

    1. A quanto pare si… è difficile da capire e me ne rammarico molto. La società di oggi pare essere basata solo sull’apparenza, la sostanza però è un’altra cosa. L’anima è un’altra cosa. Per fortuna qualcuno c’è, che sa vedere al di là. Sono rari, ma ci sono. E noi dobbiamo combattere ogni giorno per sensibilizzare l’opinione pubblica e trattare argomenti tipo questi

  3. Io vesto una taglia 46 e vivo lo stesso disagio che tu descrivi in molti articoli. Non mi sento una donna normale, anche se capisco quello che vuoi dire qui. Io mi sento continuamente giudicata per via del mio aspetto fisico, ti posso assicurare che una taglia 46 non è una taglia normale. O, almeno, non è considerata tale.

    1. Sono assolutamente d’accordo con te: voi taglie 46 vivete i nostri stessi disagi, venite discriminate ogni giorno per via dell’aspetto fisico, lo so bene… anche io un tempo sono stata una tg 46! 😉 Il problema è che non dovrebbe essere così. E’ sbagliato che la 38 sia considerata una taglia normale e una 44 una taglia curvy. Ed è sbagliato non perchè lo dico io, ma perchè, se prendi le statistiche vedrai che la maggior parte delle donne vestono una tg 44. Oltretutto, come dicevo nell’articolo, io in realtà non credo nelle etichette. Penso piuttosto che ogni donna dovrebbe essere rappresentata, sentirsi bella, non giudicata, ed essere in un rapporto di totale armonia con il proprio corpo. Sarebbe davvero bellissimo.

  4. le donne taglia 38 sono reali e vere, e le donne taglia 44/46 pure loro sono reali e vere. Tess holliday è obesa, Elisa D’Ospina è formosa, Candice pure è fprmosa e molto bella non lo dico io, è un fatto,, poi certo che ache una persona obesa come tess può fare la modella come le colleghe più magre. Sul resto: esistono corpi maschili e femminili per natura snelli e no scheletrici e corpi formosi, anche in lieve sovrappeso non obesi che sono più fisicamente belli di altri. va accettato. questo non impedisce a chi bello/a fisicamente non è di piacersi e piacere. E non entro nel discorso obesità e salute perchè sapete già che dice la medicina: è un fattore di rischio come lo è l’essere scheletrici (che non è essere magri,così come l’obesità non è un lieve sovrappeso)

    1. Onestamente penso che la bellezza sia una cosa molto soggettiva. Io trovo Tess molto bella, tu magari no. Mio marito mi trova molto bella, qualcun altro magari no. Sono gusti. Per quanto concerne invece il solito discorso sulla medicina, ha davvero rotto le palle, perdona il francesismo. Io non sono un medico, tu non sei un medicio, egli non è un medico… Ognuno pensa alla propria salute con il suo medico, qui stiamo facendo discorsi diversi

  5. Ah, come hai ragione Vale! Non c’è una parola che hai detto che io non possa condividere. Anche io, secondo la mia coscienza, mi sono definita plus-size, ma solo per dare un punto chiaro di riferimento per il blog, come hai fatto te. Poi, per me ogni corpo (anzi, persona, perché il punto focale è la persona, non l’aspetto) è diverso ma importante allo stesso modo, tutti hanno pari dignità e diritti.
    Per questo è importante l’ “opera di divulgazione” che facciamo noi blogger e che fa ogni donna che porta in giro il suo corpo serenamente, nella taglia 38 o 58. Non è cosa facile. Io attiro spesso molti sguardi, quasi sempre contrariati. Se mi vesto in maniera anonima, no, mi confondo. Ma se indosso qualcosa di sexy o colorato, tutti si girano sempre a guardarmi, commentano, dicono “Ma dove va quella…? Non dovrebbe vestirsi così”. Perché? Non è che una persona, vivendo, fa violenza verso gli altri, mi pare. No?
    E così… Non ci resta che camminare a testa alta e incoraggiare tutti gli altri a fare lo stesso, donne, uomini, magri e grassi. Per le pari opportunità e la serenità di tutti.
    Un bacio Vale, sempre al top :*

    1. Grazie mille cara Marica, e… ben tornata! Come ti ho scritto anche su FB, mi sei mancata! 😉

  6. È proprio così. E dietro ci sono stereotipi, commercio e creazione di bisogni (e dunque di denaro).
    Sentir chiamare curvy una 44 fa paura, ma spesso mi faccio paura da sola quando (io fra sopra e sotto sto fra la 48 e la 52) di fronte ad una persona oltre la 56 ho una reazione tanto abituale quanto innaturale e devo sempre pensarci prima di abbandonare la reazione che mi viene istintiva.
    Questo per dire quanto siamo condizionate, anche non volendo affatto esserlo.
    E quanto ancora bisogna battere e parlare e raccontare e lavorare per far passare dei concetti, soprattutto non avendo gli stessi mezzi che hanno quelli che costruiscono e manipolano il pensiero collettivo.
    Non c’è niente da fare, anche quella sul corpo è una “narrazione tossica” ed è importante continuare a mantenerne in vita un’altra, quella che disintegra le categorie, i numeri, le classificazioni.
    Grazie di farlo.

    1. Grazie a te di essere passata e di aver lasciato il tuo pensiero. Quando ho iniziato ad approcciarmi al mondo curvy & plus size in rete, anche io avevo difficoltà ad abituare l’occhio (nonostante io fossi comunque al di sopra della 54/56). E’ che ci bombardano con determinate immagini che si imprimono nel nostro cervello oltre che nella nostra retina. Per questo, ad esempio, io sono una grandissima sostenitrice di Tess Holliday, perchè il suo corpo è rivoluzionario. Un corpo così non era mai salito alla ribalta, non era mai stato fotografato in veste sexy, non era mai stato rappresentato. E trovo che sia un grande passo avanti.

  7. condivido in pieno. ogni persona è libera di vivere il proprio corpo come vuole. ciò non toglie che una grave obesità porta a problemi di salute gravi. il mondo medico dice che l’obesità è una malattia cronica ma è il nostro modo di trattarla che la cronicizza. fa comodo così perché il paziente obeso è una fonte di guadagno enorme. una volta in un congresso nazionale della mia categoria ( dietista) ho sconvolto relatori e uditori soltanto perché ho fatto notare che tutte le statistiche studiano i soggetti che recuperano il peso e nessuno studia invece quelli che non riprendono più i chili persi. con gli hanni ho capito perché: il motivo è strettamente economico. ad ogni modo magre grasse brutte alte o nasone le qualità intrinseche dell’individuo restano sempre quelle.

  8. Ciao,
    È vero che noi donne siamo molto brave a crearci problemi più che a risolverceli .La cos più importante è stare bene con se stesse quindi se si vuole dimagrire o no(come tutto quello che ci riguarda in prima persona e che si ripercuota solo su noi stesse) non dovrebbe essere dettato dalla società ma lo si dovrebbe poter decidere in base a quello che vogliamo realmente per noi.
    Ci si lamentano dei maschilisti quando poi siamo noi stesse a creare immagini di donne perfette così lontane dalla realtà da essere irraggiungibili e che portano solo a creare una società di donne che si somigliano tutte.
    Fai benissimo a trattare questi argomenti e spero che soprattutto le ragazze piccole si rendano conto di come sia importante accettarsi e conoscere i propri limiti per poi lavorarci su ed essere donne consapevoli e senza permettere che mai nessuno ci faccia vergognare di quello che siamo.

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