Più vado avanti in questa mia vita di donna, più mi rendo conto che le cose vanno male. Mi guardo intorno, faccio esperienze, mi interfaccio al genere maschile, dico la mia… e, sempre più chiaro, si dipinge davanti ai miei occhi il quadro del degrado e della situazione reale che mi circonda. Ed io, capiamoci bene, sono una donna privilegiata: sono una donna d’Occidente, il grande e meraviglioso Occidente civilizzato, democratico, giusto e paritario… (colpo di tosse sarcastico).

Ma la parità non esiste, è solo una chimera. E non esiste neppure il rispetto e la convivenza pacifica tra i generi. Mancano alcune basi, e si parte veramente dalle piccole cose, dalle sciocchezze, per poi arrivare a fatti decisamente più grandi e maligni.

Un esempio veramente scemo, uno degli ultimi – quando entrate in una stanza insieme ad un uomo (che sia il vostro partner o un vostro amico, o vostro padre, o vostro fratello) e vi rivolgete, insieme, ad un interlocutore uomo, quest’ultimo, istintivamente, immediatamente, a chi darà per primo la mano, a chi si rivolgerà per primo, chi guarderà per primo negli occhi?!
Vi faccio un esempio pratico: io e Marito al rinnovo dell’assicurazione auto, andiamo insieme (facciamo quasi tutto insieme) e ci sediamo alla scrivania dell’assicuratore. Ancora prima che sia io che Marito aprissimo bocca, se non per un “buonasera”, l’assicuratore inizia a parlare della polizza e non fa altro che guardare mio marito, si rivolge a lui, lo guarda continuamente negli occhi, il linguaggio non verbale è rivolto verso di lui… Per quanto riguarda me, beh, non mi guarda mai, non sta parlando con me, anche se io sono lì, di fianco a Marito, in una posizione paritaria di fronte a lui. L’assicuratore, come la maggior parte delle persone, anche le stesse donne purtroppo, dà, automaticamente per scontato che, tra i due, me e Marito, la persona a cui parlare, quella con il potere decisionale finale, in questo caso sulla stipula della polizza, quella che, per usare un termine che odio “porta i pantaloni in casa”, sia lui e non io. E’ viscerale, è istintivo. Io non conto. Non ci sono. Non ho potere. Questa cosa mi capita un’infinità di volte. E mi dà un fastidio enorme. E’ una sciocchezza lo so, ma, paradossalmente, è proprio da queste cose piccole che parte tutto… Quando poi apro bocca, le cose cambiano, naturalmente. Marito sa quanto mi diano fastidio queste cose e spesso sta al gioco, c’è complicità tra di noi, lui mi lascia fare, mi dà spazio, per prendermi le mie piccole rivincite.

Ma questa cosa che vi ho raccontato, davvero, è una grandissima stupidaggine, rispetto a ciò che accade intorno a noi ogni sacrosanto giorno. 8 Marzo una cippa lippa!

Oggi, se una donna preferisce investire sulla propria carriera anzichè costruire una famiglia, sposarsi e sfornare marmocchi, se una donna è ambiziosa e vuole diventare una professionista, in posizioni di potere, è una “frigida”, o è una “puttana” o, se le va bene, per usare un termine senza connotazioni sessuali, è “un’arrivista”.

Oggi, se una donna vuole una famiglia ma, contemporaneamente, desidera anche una carriera brillante è una “che vuole troppo” e si sa che “chi troppo vuole, nulla stringe“, oppure è una “cattiva madre”, una “madre assente” o una “cattiva moglie”, che invece di pensare a rassettare casa, pensa a scalare i vertici di un’azienda, “dove si è visto mai”?!

Oggi, se una donna non si occupa della casa, non la tiene pulita come uno specchio, non lava, non stira, “è una sciocca”, così si dice dalle mie parti, che significa che è “una sciattona”, una “donna non donna”, una che “non si prende cura” della casa, del marito e dei figli. Ma, esattamente, dove sta scritto che la donna debba prendersi cura della casa, del marito e dei figli?! Non può, il culo del marito in questione, alzarsi dalla poltrona e prendere in mano un ferro da stiro o fare una lavatrice?!

Oggi, se una donna non è bella, bellissima – ovvero non ha un fisico asciutto, non si veste in maniera seducente, non ha un certo modo di fare – non viene considerata donna in quanto tale. Ovvero, se una donna non viene percepita come “gradevole”, “piacente”, ovvero come un papabile oggetto sessuale – anche in ambiti dove il sesso non c’entra assolutamente nulla, come sul lavoro – ella non esiste, non viene percepita, non ha valore, non conta niente. Perchè il mondo in cui viviamo è un mondo di uomini e loro decidono così. La donna brutta, non conta. La donna brutta il più delle volte viene scartata per dei lavori, anche se è super qualificata e competente. La donna brutta, se è già assunta, viene ascoltata poco, le sue opinioni contano poco. Nella vita, al di là del lavoro invece, la donna brutta non troverà mai marito (e torniamo sempre lì, perchè la massima ambizione femminile dovrebbe essere maritarsi), nessuno la vorrà, rimarrà sola e zitella e sarà la vergogna della famiglia (credete forse che questi ragionamenti risalgano al massimo ai primi anni ’50?! Vi sbagliate di grosso, ve lo dice una che abita in Puglia e che ne ha viste e sentite veramente di tutti i colori!).

Oggi, se una donna ha un cervello pensante, e intendo veramente pensante, di quei cervelli che producono pensieri scomodi, verità che era meglio lasciare sotto la sabbia, o portano a galla diritti e rivendicazioni dovute e lecite, tale esemplare femminile viene ritenuto scomodo, fastidioso, talvolta (la storia parla), ci si organizza persino per uno stupro, così da sottometterla, da farle abbassare la testa; talvolta la si ammazza direttamente, e passa tutto.

Oggi, se una donna non desidera avere figli il cielo si apre e gli occhi si sbarrano, sarà considerata una “donna a metà”, una “donna egoista” perchè non mette a disposizione il suo utero e la sua vita per produrre e allevare prole, per aumentare la popolazione. Perchè, d’altronde “la donna quello deve fare, mica è venuta al mondo per avere sogni e desideri propri! Per farsi un pò anche i cazzi suoi, come fanno tutti i maschietti, no! La donna deve essere mamma!“.

Oggi, se una donna è promiscua, si diverte in giro e gratta i suoi pruriti sessuali esattamente come un maschietto, senza impegnarsi, semplicemente divertendosi, è una “grandissima zoccola”. Il maschio invece è una specie di “eroe”.

Oggi, 8 Marzo, siamo nel 2017.

E tutte le cose scritte fin qui sono vere, le ho viste accadere e talvolta le ho vissute sulla mia pelle. La donna è inferiore, la donna è un grazioso soprammobile, la donna è un oggetto sessuale, la donna è una macchina sforna marmocchi, la donna è una casalinga (anche se non lo è e ha un lavoro a tempo pieno) che poi è un modo come un altro per dire che è una schiava e che è suo compito assoluto, inciso sulla pietra nella notte dei tempi chissà da quale Dio -naturalmente uomo – portare avanti casa e famiglia.

Una delle cose peggiori che non posso evitare di dire, mi spiace, è che, spessissimo, la colpa di tutto ciò non è solo degli uomini, ma anche delle stesse donne. Donne che educano altre piccole donne ad essere brave schiavette e servitrici, che fanno credere alle loro figlie che devono aspettare il principe azzurro, che dicono loro che “non sta bene” rientrare ad una certa ora o frequentare ragazzi random, sennò che dice la gente?! Ma, peggio ancora, sono certe donne che educano piccoli uomini, li educano fin da subito al fatto che la donna sia stata creata solo per compiacerli, adularli, accudirli e soddisfarli.

Un pò di fatti – secondo alcuni dati ufficiali raccolti nel 2015, la percentuale di donne in politica, dunque di donne che rappresentano il popolo, è di circa il 20%, assurdo se pensiamo che le donne, sulla faccia della terra, sono in maggioranza rispetto agli uomini; oggi esistono ancora paesi nel Mondo dove le donne vengono lapidate o bruciate vive; oggi, esistono ancora paesi nel Mondo che praticano le mutilazioni genitali femminili (perpetrate spesso dalle stesse donne anziane nei confronti delle donne più giovani); oggi esistono ancora le spose bambine; oggi esistono ancora paesi in cui la violenza, compresi gli stupri, sulle donne, non viene considerata reato e non viene punita; secondo un’indagine Istat del 2015, 6 milioni 788 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, 3 milioni 466 mila donne hanno subìto stalking nel corso della vita; nel mondo , gli stipendi delle donne possono essere fino al 18% inferiori a quelli degli uomini, in Italia le donne guadagnano oltre il 7% in meno rispetto agli uomini, senza contare il diverso livello di accessibilità al lavoro e a determinate posizioni. 

Io sono una donna: ho 31 anni, quasi 32; mi sono laureata, ho fatto un master, ho cercato un lavoro; nel frattempo mi sono pure sposata, per amore, io e Marito siamo sposati ormai da più 5 anni; no, non abbiamo figli e per il momento non li desideriamo (strano, eh?!); Marito non mi “aiuta in casa” no, perchè la casa in cui viviamo è anche sua e facciamo lo stesso lavoro, quindi lui si occupa della casa tanto quanto me, forse persino di più perchè la mia indole è abbastanza disordinata e lui rimette a posto i miei casini (strano, eh?!); alla fine ho fondato la mia attività, sono un’imprenditrice; contemporaneamente lavoro per un’agenzia di formazione, saltuariamente, in questo lavoro mi confronto con molti uomini che tendenzialmente mi odiano perchè sono una sorta di “ispettrice” e a loro questo non piace, soprattutto perchè sono donna e sono esigente; scrivo e dico la mia sul mio blog, un plus size fashion blog; si, in tutto questo, sono anche una donna plus size, considerata non propriamente bella dalla società, il che, naturalmente, ha reso tutto più difficile per me.

Io sono una donna e voglio fare la differenza. E, per farla, partirò dalla mia vita. E, semmai avrò una figlia, non le insegnerò come si fa una lavatrice ma le insegnerò come si cambia il mondo, come si può essere una persona speciale, gentile, intelligente, acuta e coraggiosa, quanto sia importante amare e rispettare se stesse prima di pensare di essere amate e rispettare altrove, perchè essere una donna, nel mondo di oggi, in un mondo di uomini, è veramente una cosa difficile.
8 Marzo una cippa lippa!

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