Come vi avevo preannunciato, ho intervistato per voi una psicologa ponendole alcune domande cruciali in merito alla condizione di chi è tondo e vive nel mondo e si interfaccia agli altri portando con sè un peso, non più solo fisico, ma anche psicologico, che sarà difficile scrollarsi di dosso.
Nel corso della mia vita, ci sono state tante domande che mi sono posta sul mio essere grassa, sui perchè e sulle motivazioni e le pulsioni intrinseche che tutto ciò comporta. E’ un argomento molto complesso e chi meglio di una psicologa potrà aiutarci a scogliere il bandolo della matassa?! Naturalmente ogni individuo è un caso a sè, questo è bene specificarlo subito. Ma ci sono certamente alcuni comportamenti e alcune implicazioni psicologiche comuni.

Grazie anche apsicologia e obesitàl vostro aiuto sui social (vi avevo chiesto di togliervi qualche sassolino e qualche dubbio e di scrivermi le vostre domande per la psicologa), ho partorito ben 11 domande. Per questo motivo, e perchè non mi sembrava giusto tagliarne nessuna, l’intervista verrà divisa in due post. La parte II verrà pertanto diffusa a breve (restate sempre sintonizzate e iscrivetevi al blog – solo cose belle! 😉 ).

A fare chiarezza e a rispondere ai nostri quesiti sarà la Dott.ssa Federica Cicchelli, Psicologa, specializzanda in Psicoterapia ad Approccio Strategico Integrato.

Partiamo dunque con la nostra intervista:

1) TondaMente >> E’ stato molto difficile per me riuscire a tirare fuori delle domande che potessero essere specifiche ma anche generiche, cioè applicabili alla maggior parte di noi. E’ un piacere poter fare questa chiacchierata con lei, Dottoressa, molte lettrici hanno contribuito a questa intervista, rispondendo al mio invito sui social a porre dei quesiti da rivolgerle. Naturalmente sappiamo bene che ogni individuo costituisce un universo a parte e che dunque è molto complesso e pericoloso fare delle generalizzazioni, ma sono convinta che ci siano dei comportamenti che possono essere spiegati anche con meccanismi mentali più generici. Dopo questo lungo preambolo, la prima domanda è: quali sono le cause psicologiche legate all’aumento di peso?

1) Dott.ssa Cicchelli >> Cara Valentina, innanzitutto ti ringrazio per avermi coinvolto in questa intervista. Partiamo dal presupposto che mente e corpo costituiscono un’unica entità e che il benessere globale della persona risente della cura di entrambi gli aspetti. Premesso questo, in molti casi l’aumento di peso può non dipendere da fattori organici, bensì essere collegato ad un’ alterazione del comportamento alimentare di origine psicologica. Ci possono essere diverse cause di natura psicologica legate all’aumento di peso. A volte il cibo può essere vissuto o percepito come valvola di sfogo, rifugio o “sedativo” di fronte a sofferenze,  situazioni di disagio o conflitto. Il rapporto con il cibo può essere influenzato da stati d’animo come ansia, depressione, stress, inibizione emotiva; che causano un aumento di peso. In alcuni casi, il cibo può diventare una sostanza da cui dipendere psicologicamente. Spesso non viene neanche gustato, ma ingurgitato velocemente, in maniera ossessiva, sovrapponendosi alla sensazione di fame vera e propria, come per colmare un intollerabile senso di vuoto interiore. Il cibo è intimamente connesso con la sfera delle emozioni e molto spesso il “mangiare” è influenzato da esse; molte volte la rabbia, l’ansia, la noia ed altri vissuti emotivi sono confusi con la fame. Di fronte all’assenza di altre modalità o possibilità espressive, può accadere che l’unica risposta ai problemi affettivi ed emotivi diviene mangiare, o meglio, abbuffarsi.
In altri termini, il cibo viene inconsciamente considerato una “soluzione” alle difficoltà o un anestetico rispetto al dolore interiore che si prova. Esso può assumere così diverse funzioni tra cui: compensare un’affettività scarsa o insoddisfacente, calmare l’aggressività che non viene esternata diversamente e alleviare temporaneamente stati d’ansia o sintomi depressivi, consolare da delusioni, fallimenti o eventi traumatici. Il grasso forma una barriera difensiva per proteggersi dalla propria depressione e, talvolta, dal rapporto con gli altri.

psicologia e obesità

2) TondaMente >> Questa domanda è di una lettrice, Isabella, che vorrebbe appunto sapere se c’è una correlazione documentata tra depressione e obesità.

2) Dott.ssa Cicchelli >> La ricerca ha individuato delle correlazioni tra depressione e obesità. Nello specifico, uno studio del 2010 pubblicato dalla rivista Jama ha riscontrato che l’obesità aumenterebbe il rischio di depressione e che i pazienti depressi avrebbero un rischio di obesità superiore a quello della popolazione generale. Va ancora chiarito in che modo le due patologie siano in relazione tra loro:  da un lato, sembrerebbe che uno stato dell’umore depresso porti a una eccessiva assunzione di cibo, dall’altro, le sostanze che vengono assunte e la presenza di obesità, soprattutto addominale, possono influenzare l’umore e il comportamento. In linea generale, come è noto, l’obesità si presenta come un quadro molto complesso e spesso all’obesità si possono associare sintomi psicopatologici, tra cui depressione.

3) TondaMente >> Essere ragazzine tonde è molto difficile, lo dice una che ci è passata personalmente. Le prese in giro, il bullismo, il sentirsi inadeguate sempre, il non sentirsi prese in considerazione dai ragazzi, il sentirsi sempre, costantemente, inferiori. Sono tutte cose che scavano dentro una ferita che poi diventa molto difficile da guarire, anche in età adulta. Che cosa direbbe ad una ragazzina tonda in cura da lei, nel pieno della crescita psico-fisica, che sta subendo sulla sua pelle tutto questo?

3) Dott.ssa Cicchelli >> L’età della pubertà è sempre molto delicata poiché è quella in cui si forma la propria identità  e i compagni svolgono un ruolo fondamentale. Le situazioni che tu hai descritto certamente hanno effetti negativi sulla costruzione della propria autostima. Io la accompagnerei in un percorso alla ricerca e “scoperta” dei propri tesori nascosti, aiutandola a  individuare insieme le sue qualità uniche, focalizzandoci e valorizzando le sue potenzialità  e risorse (i cosiddetti “punti di forza”). In altre parole, usando una linguaggio metaforico, le direi che io ci sono e che l’aiuterò a tirar fuori il diamante prezioso che è racchiuso dentro di sé e che io vedo, anche se gli altri al momento non ne sono capaci.

psicologia e obesità

4) TondaMente >> A proposito di bullismo, verbale o fisico (talvolta le parole feriscono molto più delle botte), può spiegarci quale meccanismo psicologico risiede alla base del fenomeno del body-shaming? Ovvero quel fenomeno secondo cui, alcune persone, si sentono in diritto di classificare i corpi e le fisicità, tutte diverse per natura, in giuste o sbagliate, in belle o brutte (i canoni di bellezza cambiano continuamente con il passare dei secoli), e si sentono di conseguenza in diritto di denigrare, offendere, bullizzare i corpi ritenuti sbagliati, indegni.

4) Dott.ssa Cicchelli >> Come ha messo in evidenza il Dott. Dsauza che ha esaminato il fenomeno, le persone che si comportano così non si rendono conto dell’impatto forte che le loro parole e commenti hanno su coloro che le ascoltano continuamente. Ciò che colpisce nel body-shaming è  come  il fatto di essere in sovrappeso venga delineato come uno stigma sociale. Inoltre questo è un comportamento abbastanza radicato nella nostra società attuale, che si basa su un ideale di magrezza. Alcuni studiosi hanno mostrato che, generalmente, si associa un corpo magro con successo, bellezza, popolarità; al contrario, gli individui più grassi vengono rappresentati come pigri, sgradevoli e demotivati. Da decenni ormai, a partire dalla famosa bambola Barbie fino alle modelle che si vedono sfilare  oggi sulle passerelle (con fisici sul filo dell’anoressia), la società ha adottato dei modelli di perfezione difficilmente raggiungibili, con conseguenze soprattutto nella psicologia delle adolescenti. Attualmente, la pubblicità è piena di messaggi che rappresentano l’obesità come una malattia terrificante. Pertanto la persona in sovrappeso sembra sia diventata il destinatario di una condanna sociale espressa verbalmente e tramite i social network. Quando si denigra una persona per il suo fisico si sta equiparando  chi si è come persona in funzione del proprio corpo. E’ questo che ferisce!
Occorrerebbe una migliore educazione al rispetto delle persone e alla buona comunicazione, oltre che modificare i canoni di immagine attuali.

psicologia e obesità

5) TondaMente >> Alle donne vengono insegnate molte cose nel corso della vita e dell’educazione, fin da bambine. Viene insegnato ad essere delle buone donne di casa, viene insegnato che un giorno arriverà un principe che le porterà via sul suo cavallo bianco, viene insegnato che dovranno essere buone mogli e madri affettuose… Ma mai nessuno insegna alle donne che la prima regola per vivere una vita felice ed appagante è imparare ad amare se stesse. Molte donne si odiano, odiano il loro corpo e non riescono a venire a patti con questa situazione. D’altra parte, non riescono neppure a perdere peso. Sono bloccate in un limbo fatto di odio verso se stesse e sofferenza. Cosa direbbe a queste donne?

5) Dott.ssa Cicchelli >> Spesso il nocciolo della questione è proprio questo. Quando si adottano comportamenti dannosi per sé, come ad esempio condotte alimentari scorrette oppure ostinarsi a restare in relazioni sentimentali disfunzionali, bisogna fermarsi e chiedersi: Mi sto amando? Mi amo in questo momento?  E ripartire da se stesse sempre, mettendo al centro la propria vita, avendone cura, proteggendola, ritrovando l’amore perduto per se stessi o a volte costruendolo da zero. Sembrerebbe la cosa più naturale del mondo “Amarsi” e invece non sempre è così. Allo stesso tempo, quella con noi stessi è veramente l’unica relazione che dura per tutta la vita: occorre coltivarla e renderla rigogliosa, forte e indistruttibile come un albero secolare.
Spesso nel profondo del cuore ci si può sentire di non essere meritevoli di ricevere amore. L’amor proprio è la base per poter dare e ricevere amore, a sè e agli altri. Bisogna avere il coraggio di vedersi per come si è, rispettare la propria natura e accettarsi, amarsi con le proprie caratteristiche uniche.

Usando la metafora di Daisaku Ikeda: “Come il ciliegio, il susino, il pesco e il prugno selvatico, è importante fiorire rimanendo se stessi.”

psicologia e obesità

E qui, per il momento, ci fermiamo. Ci sono tantissime altre domande da fare e a cui trovare risposta, e la nostra gentile Psicologa continuerà a rispondere nel prossimo post.
A breve sui vostri schermi!

Vorrei ringraziare la Dott.ssa Federica Cicchelli per la sua grande disponibilità e per i suoi consigli che ci hanno fatto riflettere e pensare e che hanno dato risposta a molti dubbi e conferma, o smentita, a molti sospetti e intuizioni.

La Dott.ssa Cicchelli riceve a Roma,

presso lo studio in Via San Martino della Battaglia 31.

Potete trovarla e contattarla tramite la sua Pagina FB.

psicologia e obesità

Stay Tuned on TondaMente Curvy Blog! 😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *