“Voglio Morire Perchè Sono Grassa!” recita il titolo di questo articolo. Una frase forte, dura, aspra che non mi rappresenta, in questo momento della mia vita ma che, si, lo ammetto: in passato, mi è passata per la testa. Oggi vi racconterò di quando il bullismo uccide e di quanto le parole siano importanti. Mai sottovalutare fenomeni quali la grassofobia, la discriminazione e il bullismo, sarebbe veramente un errore imperdonabile.

Tasso di Suicidi per Bullismo tra Giovani e Giovanissimi

Il suicidio, nel Mondo, è la seconda causa di morte tra giovani e giovanissimi. In Italia, circa 200 decessi all’anno riguardano ragazzi sotto i 24 anni.

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, i suicidi si collocano al secondo posto tra le cause di morte nella fascia d’età 15-29 anni. Seconda causa di morte anche per i giovani italiani dai 15 ai 24 anni.

Uno studio internazionale pubblicato su Journal of Child Psychology and Psychiatry, rileva che in Europa oltre un quarto degli adolescenti (27,6%, con età media di 14 anni) mette in atto comportamenti autolesivi occasionali o ripetuti nel tempo.

In questo video vi racconto tutto: vi racconto un episodio di bullismo vissuto durante la mia adolescenza, vi spiego perchè bisognerebbe reagire sempre agli insulti e vi illustro meglio le statistiche e i dati, facendo alcune riflessioni importanti.

Bullismo e Cyberbullismo – Grassofobia e Insulti, Ripetuti Giorno dopo Giorno

E poi ci sono le vittime di bullismo e cyberbullismo:

come la 13enne di Roma che si è lanciata dal nono piano di un palazzo, nell’Ottobre 2019. All’origine del gesto, forse, i messaggi anonimi che gli mandavano dei coetanei tramite una chat online.

Aveva sempre 13 anni la ragazza di Varese che, nel Marzo 2019 si è buttata dal settimo piano, anche in questo caso si sospetta che episodi ripetuti di bullismo abbiano avuto la meglio sulla sua psiche.

Gli stessi episodi che, andando un po’ più a ritroso nel tempo, causarono nel 2018 la morte di Michele Ruffino, il 17enne di Rivoli che, già provato dalla disabilità, non resse alla persecuzione messa in atto dai suoi compagni di scuola.

Lui che, assieme a Carolina Picchio, tormentata dalla diffusione di foto e video intimi che la riguardavano, in rete, è diventato un simbolo della lotta al bullismo.

Ma i casi sono tantissimi, quasi impossibili da menzionare tutti.

Si butta dal balcone a 13 anni, anche una ragazzina di Cesena che, dopo essere stata salvata, confessa ai soccorritori: «Mi dicevano: sei troppo grassa».

Più del 50% dei ragazzi sotto ai diciassette anni vittime di bullismo

Secondo una ricerca diffusa dall’Istat nel Dicembre 2015, più del 50% degli intervistati, 11-17enni, riferisce di essere rimasto vittima, nei 12 mesi precedenti l’intervista, di un qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento. Una percentuale significativa, quasi uno su cinque (19,8%), dichiara di aver subìto azioni tipiche di bullismo una o più volte al mese. In circa la metà di questi casi (9,1%), si tratta di una ripetizione degli atti decisamente asfissiante, una o più volte a settimana.

Le ragazze presentano una percentuale di vittimizzazione superiore rispetto ai ragazzi. 

Il Discorso del Deputato Filippo Sensi sull’Obesità e il Fat Shaming

Il 29 Gennaio 2020, il deputato del Partito Democratico, Filippo Sensi, è intervenuto alla Camera con un discorso sull’obesità e il fatshaming, durante la discussione su una nuova legge contro il bullismo.

“Vi chiedo colleghi, e lo dico da persona obesa, di considerare con attenzione queste specificità, poiché riguardano la questione del corpo, delle sue forme, della rappresentazione e della identità che il corpo, alla lettera, definisce. Sono stato per tutta la vita e sono – cito – un ciccia bomba cannoniere, un panzone, un trippone, una palla di lardo, qualcuno mi chiamava “manzo”, mio padre ci sformava. Un ragazzino una volta mi gridò: “Sensi, mi fai senso”, lo ricordo come fosse adesso.”

“Non tutti però ce la fanno, non tutti ci riescono e facciamo finta che sia un passo avanti scherzarci su, ma quando sei ragazzo o, magari, quando sei ragazza, è più difficile, lasciatevelo dire, è maledettamente più difficile. Non tutti ci scherzano, no, ci si chiude in casa, magari, si finisce in cucina a rubare cibo, si seppellisce la derisione, come? Mangiando, di più, ancora e ancora e ancora, il cibo come anestesia, come stordimento, per non sentirli più, per non sentirsi più”

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