Vanessa Incontrada posa nuda sulla copertina di Vanity Fair con la dicitura: “Nessuno mi può giudicare” e il sottotitolo che inneggia alla lotta contro il bullismo e il bodyshaming.

Alcuni titoli parlano del corpo di Vanessa come “il corpo di tutte le donne“.

Ok… Aspè… REWIND!

Messaggio bellissimo, sacrosanto: nessuna donna dovrebbe essere giudicata (come spesso è stato fatto anche con lei) sulla base del proprio corpo, del proprio peso o forma fisica.

Bene. Ma non benissimo.

Facciamo un passo indietro e usciamo dal mondo malato, distorto, rifatto e malsano della tv e di tutto ciò che le gira attorno.
Io vedo una donna bellissima, alta e snella (si, snella! perchè le donne grasse, perdonatemi, sono altre!), con una pelle da fata, dei capelli meravigliosi e dei lineamenti molto affascinanti.

Il corpo di Vanessa Incontrada è un corpo da giudicare (nessun corpo dovrebbe esserlo, badate bene)?
E’ un corpo per cui doversi scusare?
E’ un corpo che ha bisogno di rivendicare la sua esistenza?

A parer mio, no.

Ma soprattutto: è un corpo che ci rappresenta?

ATTENZIONE: non è mia intenzione fare un discorso del tipo “noi possiamo e lei non può”. La body positivity può essere di tutti. Ma qui si sta lanciando un chiaro messaggio alle masse, veicolato, forse, dalle più buone intenzioni, ma portatore di un sottotesto aberrante.

Pensiamo ad un’ipotetica Gina, casalinga romana con tre figli, stanca da morire, che ha visto il suo corpo sformarsi nel corso degli anni. Il suo, non è il corpo di Vanessa Incontrada.

Pensiamo a Romina, ragazza trentenne che combatte da sempre con i suoi disturbi alimentari. Il suo, non è il corpo di Vanessa Incontrada.

Pensiamo a Maria, in sovrappeso dalla nascita, cresciuta con i chili di troppo, presa in giro da tutti, tanto da essersi convinta di essere un mostro, diventata poi obesa da adulta. Il suo, non è il corpo di Vanessa Incontrada.

E lo so, lo so che i corpi non sono tutti uguali e ogni corpo va bene così come è. Anche quello della Incontrada, certo, ovvio.
Che lancia un messaggio importante, certo.

Ma non lo distorce forse, anche, questo messaggio?

Se un corpo come quello della Incontrada “chiede scusa”, allora il mio cosa dovrebbe fare?!

Ma poi, perchè dobbiamo chiedere scusa? A chi?!

A me tutto questo fa anche un pò indignare.

Io non mi sento affatto rappresentata e anzi, ho il sentore, che ci si stia marciando anche parecchio sopra a questa storia del “body positive”, prendendo un messaggio bellissimo e riducendolo a questo: una donna bellissima, che la maggior parte di noi se lo sogna di essere così, che piange in tv, chiede scusa e poi afferma che nessuno la può giudicare (nemmeno tu)… era veramente necessario?!

E’ veramente funzionale alla causa, o forse invece distorce ancora di più il modo di vedere la donna e il suo corpo?!

Cosa penserebbe, dinanzi a questa copertina, una ragazzina grassa, presa in giro da tutti, ogni giorno, che soffre in silenzio pensando di essere sbagliata, pensando di essere un mostro?! Cosa penserebbe dinanzi a quella gnocca della Incontrada che si scusa con il mondo per la sua “ciccia”?!

Ve lo dico io cosa penserebbe. Penserebbe che il suo corpo è un abominio, una deformità, indegno di vivere, di esistere. Ecco cosa penserebbe.

Non è che, niente niente, adesso la body positivity va di moda, fa ascolti e genera vendite e dunque fa comodo a tutti?!

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