Finalmente sto scrivendo queste parole, finalmente ho trovato il momento giusto  e il tempo per fermarmi un attimo e scrivere di questo. Era tanto tempo che lo desideravo. Perciò, ovviamente, sono in ritardo su un pò di questioni. Ma ci tenevo molto a dire la mia.

Questo non è un paese per grassi“, non mi riferisco solo all’Italia, in quanto paese, ma al Mondo intero, senza esclusioni. Non è un paese per grassi: non è un Mondo per grassi, i grassi non sono bene accetti e non godono di vita facile mai o quasi mai, in qualsiasi parte del pianeta.

Recentemente è successo di tutto. Sono accadute cose che avrei preferito non sentire, meglio se non fossero proprio accadute. Fatti di cronaca, che sono stati ampiamente commentati ed analizzati. Ebbene, vorrei parlarne con voi. Vorrei, seriamente, che ci fosse un confronto, uno scambio di idee a proposito di tutto ciò che sto per raccontarvi.

Siccome la faccenda è spinosa e piuttosto ampia, siccome le cose da dire, e da ricordare, sono tante, procederò con un certo ordine, se non altro per mantenere un mio ordine mentale, ovvero analizzerò ad uno ad uno i tre principali e recenti accadimenti che ci fanno capire che questo non è un paese per grassi: la vicenda del ragazzino napoletano seviziato ad aria compressa, il cyber-bullismo perpetrato dal nostro Vice Presidente del Senato, l’Onorevole Gasparri, e la questione del Ministro della Salute Belga, aspramente criticata e messa in discussione perchè obesa.

obesità

Ragazzino Napoletano Seviziato con un Compressore.

La notizia è del 9 Ottobre. Se ne è parlato tanto, è stato davvero uno dei casi più sconvolgenti dell’ultimo periodo, ne abbiamo discusso anche noi su Facebook. Ognuno ha detto la sua, pur essendo tutti concordi sul fatto che si è trattato di un evento drammatico, per nulla al mondo definibile un gioco, assolutamente da condannare. Se, per una remota ragione, qualcuno di voi si fosse perso la notizia, trovate un bell’articolo esaustivo QUI. Volendo fare un riassunto veloce: questo ragazzino di soli 14 anni, in quel di Napoli, è stato prima preso in giro da tre ragazzi, con precedenti per spaccio e reati contro il patrimonio, di età intorno ai 24 anni, al grido di: “Sei grasso!“, ed è stato poi violentato, seviziato, ditelo un pò come vi pare, con un compressore (che dunque sparava aria compressa, avete presente il casino che fanno quei cosi?! Pensate la potenza dell’aria!), al grido di: “Mò ti facciamo ancora più grasso!. Al di là del fatto che qui si sta parlando di gente che non sta affatto bene, nonchè di tre ragazzi adulti, di 24 anni, che invece di andare a lavorare o di provarci almeno (come facciamo noi tutti giovani disoccupati), hanno pensato bene di infilare un tubo nel sedere di un bambino grassottello e di perforargli gli intestini, c’è da dire che gioca un ruolo fondamentale, a mio parere, il contesto socio-culturale, e la famiglia. E proprio le famiglie dei tre futuri vincitori del premio Nobel, hanno maggiormente sconvolto l’opinione pubblica: “E’ stato solo un gioco finito male” Hanno commentato.I ragazzi scherzavano“.  Un articolo dedicato, per approfondire, lo trovate QUI. Il ragazzino, Vincenzo, ha rischiato di morire, i medici lo hanno definito: vivo per miracolo.

Cosa ne penso io. Beh, temo che riguardo questa vicenda ci sia ben poco da aggiungere. Provo disgusto. Disgusto e rabbia nei confronti degli esecutori del fatto. Penso che, da qualsiasi lato si voglia guardare la faccenda, non possano essere giustificati: hanno infierito su una persona molto più piccola, indifesa; prima di ferirlo fisicamente lo hanno umiliato dandogli del ciccione, come se questa cosa costituisse una colpa grave, da punire; dopo averlo deriso con le parole sono passati ai fatti, e che fatti; non uno scappellotto sulla testa o un pugno, un calcio… che già, di per sè, sarebbero stati gravi, no… hanno voluto deliziarci con uno spettacolo ancor più creativo; erano in tre contro uno soltanto; lo hanno bloccato, impedendogli di muoversi; lo hanno violentato, una violenza sessuale a tutti gli effetti, con un attrezzo da officina, sporco, enorme e potente! Insomma, cosa dire? Cosa mai potrei aggiungere a tutto questo?! Personalmente, sono contro la violenza, sono contro la pena di morte, sono contro qualsiasi reazione includa l’uso della violenza per punire violenza. Se ne sono scritte tante, in merito a questo argomento, sui social. Io penso che i responsabili debbano pagare, che la loro vita debba essere sconvolta e mai più la stessa, proprio come sarà per il piccolo Vincenzo, penso che dovrebbero, non solo essere messi in carcere per lungo, lungo tempo, ma dovrebbero anche entrare in un programma speciale di rieducazione per comprendere appieno ciò che hanno fatto. Quel che è certo è che non ne sentiremo la mancanza. Il mondo potrebbe tranquillamente fare a meno di gente così.

Ma vediamo invece cosa è successo realmente, approfittando del mio essere in ritardo nel trattare l’argomento, a più di un mese di distanza dall’accaduto. Vincenzo è fuori pericolo, è uscito dall’ospedale, ora è a casa con i suoi familiari, ma lo attende un lungo recupero. Il principale responsabile dell’aggressione, disoccupato di 24 anni, si trova attualmente in carcere e attende il verdetto del Tribunale della Libertà  in merito all’istanza di revoca della detenzione in cella. Per gli altri due complici, non sono state formulate accuse, nè di tentato omicidio, nè di violenza sessuale. Nel frattempo, come contorno alla vicenda, è emersa l’intenzione di Papa Francesco di incontrare il piccolo Vincenzo, e poi, notizia molto meno rassicurante, è nata una pagina Facebook di derisione e scherno nei confronti della vicenda e con evidenti inni all’odio nei confronti degli obesi. Al peggio, purtroppo, non c’è mai fine, ma questo è veramente troppo, così come è assurdo il fatto che Facebook  non prenda provvedimenti, nonostante la moltitudine di segnalazioni a riguardo. Per farvi capire meglio, su questa pagina, che si intitola Napoletani che giocano infilando compressori nel c… e che è stata registrata come Giochi da Tavolo, ci sono frasi comeNon è bullismo, chi non lo ha mai fatto?. Insomma, agghiacciante. Ho paura anche solo a pensare di fare un figlio in un mondo così.

Dunque, vi ho svelato anche gli ultimi fatti legati alla vicenda. Che ne pensate? Mi interessa molto inoltre capire, quale dovrebbe essere, secondo voi, la pena da infliggere ai tre ventiquattrenni autori del fatto (attenzione però: non pubblicherò commenti con incitazioni all’odio e alla violenza). Autori di cui, non so se avete colto, due non sono neppure entrati in carcere, e uno lo è ma, probabilmente, ne uscirà molto presto. Come pensate si possano arginare, in futuro, episodi come questo?

Gasparri e il Cyber-Bullismo

I fatti si sono svolti tra il 19 e il 20 Ottobre, il nostro Vice Presidente del Senato (ragazze: vice presidente del senato, badate bene, non il tizio che lava le scale, non un impiegato qualsiasi, non uno che lavora in campagna… il Vice Presidente del Senato, ovvero una carica istituzionale di grande importanza, con uno stipendio di diversi zeri, una responsabilità civile e sociale altissima) ha pensato bene di mettersi a insultare su Twitter il rapper Fedez, colpevole di aver twittato un’opinione politica contraria alla sua, insultandolo liberamente e gratuitamente sulla base del suo aspetto fisico e, in particolare, per i tatuaggi che Fedez ha su gran parte del corpo e che sono ben visibili.Cioè questo coso dipinto ha avuto qualcosa da ridire? Ha twittato inizialmente Gasparri. Indubbiamente quel coso dipinto ispira pena, si fa orrore e si nasconde a se stesso Ha dunque rincarato la dose. Uno che tratta così il suo corpo chi sa come ha trattato il cervello, credo sia già una gioia non essere ridotti come lui Ha concluso. E già tutto ciò, lascia alquanto allibiti: in primis perchè mi chiedoMa tu, Vice Presidente del Senato, in questo momento in cui il nostro paese è totalmente alla deriva, non avresti qualcosina di meglio da fare che metterti a battibeccare su un social con un giovane rapper?! No, così, tanto per dire… e, in secondo luogo perchè chiaramente, i contenuti sono veramente di bassissimo livello, si giudica sulla base dell’apparenza, si offende gratuitamente un ragazzo tatuato solo perchè… è tatuato e, fondamentalmente, non è d’accordo con te! Ma ciò che viene dopo costituisce l’apice dell’intera faccenda. Fedez ribatte con un tweet che recita: “Gasparri, io sono sporco all’esterno ma giudicare le apparenze è l’atteggiamento tipico di chi è sporco dentro”. Interviene poi una sua fan, una ragazzina minorenne, che voleva difendere il suo cantante preferito, scrivendo: “Caro Gasparri, il “coso colorato”, è una persona pulita e umile, a differenza tua che sei sporco e telo credi perchè sei un deputato“. Gasparri dunque risponde cinguettando: “MENO DROGA, PIU’ DIETA, MESSA MALE“. Apriti cielo! E qui, si è scatenato l’inferno. Il nostro “amato” Vice Presidente del Senato ha pensato bene di insultare anche la ragazzina, con insulti gratuiti e offensivi, dandole anzitutto della drogata, consigliandole poi di mettersi a dieta (perchè la ragazza, ben visibile nella sua foto profilo, abbracciata proprio al rapper Fedez, ha qualche chilo in più) e, infine, come se non fosse stato abbastanza, dandole della “messa male”. Da questo momento in poi, per Gasparri, è iniziato un incubo, ma secondo me manco più di tanto, considerando che è ancora al suo posto e guai a chi glielo tocca. L’opinione pubblica si è scatenata, non sono mancate le risposte, anche autorevoli e da parte di personaggi famosi. J-Ax ha twittato: questo è il tipico caso di un maiale che chiama porco un gabbiano, Roberto Saviano ha chiesto pubblicamente le sue dimissioni scrivendo:Maurizio Gasparri che insulta una ragazza dimostra di aver del tutto perso il senso della misura, se mai ne ha avuto uno. Si dimetta immediatamente da vice presidente del senato.“. Nasce un ashtag dedicato alle dimissioni dell’onorevole, il Movimento 5 Stelle chiede ufficialmente le sue dimissioni, molti volti noti chiedono che Gasparri venga rimosso dal suo incarico. Anche il programmaLe Iene dedica un servizio molto interessante all’accaduto. La cosa ancora più curiosa e paradossale poi, è che le azioni dell’onorevole in questione, rientrano pienamente nelle accuse di cyber bullismo che gli sono state mosse, proprio dalla definizione del fenomeno e dalla volontà di combatterlo e perseguirlo, emerse nella proposta di legge presentata proprio dal partito di cui egli fa parte, senza contare che lui vota il provvedimento in Senato! Insomma, le solite, tristi, contraddizioni del nostro paese che naufraga sempre di più in un mare di merda.

Cosa ne penso io. Senza schierarmi politicamente, cosa che non amo, anche perchè ho ormai perso fiducia in quasi tutte le istituzioni del nostro paese, che ci mettono soltanto gli uni contro gli altri, a fare la “guerra dei poveracci”, quando loro banchettano e brindano amabilmente sulle nostre teste decapitate che gli rotolano tra i piedi, vorrei solo dire che è inammissibile che un uomo del genere sia ancora al suo posto e si senta libero di dire certe cose. Un uomo che dovrebbe essere un esempio, dovrebbe ispirare fiducia e stima in noi cittadini, dovrebbe rappresentare le istituzioni (e ben le rappresenta, a mio modo di vedere le cose). Ma lo scandalo non è il Sig. Gasparri in sè e per sè, il vero scandalo è che nessuno ha fatto nulla, che non è cambiato niente, nonostante l’indignazione generale, il fatto è passato ai media quasi totalmente inosservato, se non come un fatto “simpatico”, di “costume”, e si è chiuso lì. Così. Senza conseguenze.

Come è andata a finire. Fedez ha subito preso le parti della ragazza, appena tredicenne, e si è offerto di sostenere economicamente la ragazza nel caso volesse fare causa all’onorevole. Di contro, Gasparri non si è mai scusato, anzi ha minacciato a sua volta di fare causa alla giovane, sostenendo di essere stato insultato. Si è dimesso? Qualcuno ha fatto qualcosa? No. Gasparri non si è dimesso e non credo gliene freghi nulla, perchè le nostre opinioni non contano nulla. E’ ancora al suo posto da Vice Presidente del Senato. E ancora, insieme a tutti gli altri, sul trono, banchetta e brinda su un mare di teste rotolanti: le nostre.

Se volete, potete approfondire l’argomento QUI, QUI o QUI. Fatemi sapere cosa ne pensate.

Polemica per il Nuovo Ministro della Sanità Belga

In Belgio, Maggie De Block diventa ministro della Sanità. Buon per lei, direte voi, ed effettivamente è una bella notizia, anche perchè pare che la ministra sia molto amata dai cittadini e che, si vocifera, possa essere il prossimo premier. E allora?! Mica qui ci occupiamo di politica estera! E no! Ma il punto è che la Sig.ra in questione è obesa e allora è scoppiata una gran polemica a riguardo. Pare che un ministro della salute non possa essere grasso. Pare che dia un cattivo esempio, sopratutto se, come nel caso di Maggie, si tratta di una donna che è medico di base da 25 anni e che ha un’importante carriera politica, infatti è già stata segretario all’asilo e all’immigrazione, e ministro della giustizia. Quale credibilità ha un ministro della salute obeso?” Si è chiesto pubblicamente, su Twitter (ah, quanti “incidenti” creano i social!), un corrispondente della tv pubblica locale. Maggie ha prontamente risposto alle accuse sul suo stato fisico: “Penso che queste osservazioni siano solo sciocchezze. Alla camera, i miei colleghi non mi giudicano per l’aspetto fisico, ma si complimentano per la conoscenza che ho dei miei dossier. La polemica però, ha continuato a infuriare per un pò. Qualcuno si è chiesto anche quale credibilità abbia Maggie come medicoE’ davvero un buon esempio? E’ stato detto. Ancora una volta Maggie, che pare essere una donna molto forte e anche molto “temuta” in politica (nel senso che pare che presto farà le scarpe ai suoi colleghi uomini), ha ribattutto con calma e intelligenza: Un medico è una persona fatta di carne ed ossa. I miei pazienti non guardano la mia taglia, piuttosto vengono per la qualità delle mie cure.”

Cosa ne penso io. Penso che se fosse stata un uomo obeso tutto questo polverone non si sarebbe alzato. Penso che si tratti di una discriminazione bella e buona e che fosse solo un tentativo, da parte di chi le vuole male, di metterle i bastoni tra le ruote. Penso inoltre che il nostro ministro della salute ha soltanto la maturità classica e che magari avessimo anche noi una persona così preparata a rivestire questa carica! Penso poi che la credibilità di un medico non debba essere giudicata dal suo peso ma dai suoi studi e dalla sua carriera. Penso infine che se dovessimo giudicare i nostri politici in base all’aspetto fisico, allora noi dovremmo assolutamente chiedere le dimissioni di Brunetta, e di molti altri, a dire il vero…

Come è andata a finire. Le polemiche si sono placate e la ministra è ancora il suo posto. Maggiori approfondimenti QUI e QUI. Che ne pensate?

Bene, mi sono sfogata, finalmente ho concluso e ho detto tutto quello che pensavo. Ma adesso mi interessa sapere cosa ne pensate voi, qual’è il vostro punto di vista riguardo i vari argomenti. 

Questo non è un paese per grassi, no di certo. Questo è un Mondo dove i grassi vengono insultati e ridicolizzati, sottovalutati e messi in dubbio nella loro professionalità e infine, senza metafore, fisicamente, impalati vivi e seviziati, perchè, a quanto pare, non meritano neppure di continuare a respirare.

21 thoughts on “Questo Non è un Paese per Grassi

  1. Che dire, hai detto già tutto tu.
    I casi di bullismo verso i grassi aumenteranno sempre di più, soprattutto se ci sono personaggi pubblici (come ministri o presentatori tv) che fanno facile e continuo umorismo sulle persone con problemi di peso.
    Le discriminazioni esistono, non solo verso gli obesi, e esisteranno sempre, ahimè.

    Quello che mi da davvero fastidio è che la gente nasconda il proprio disprezzo verso i “grassi” portando avanti la tesi della “salute”. “L’obesità è una malattia” “Non possiamo portare avanti una idea non sana” quindi non possiamo vedere modelle definite Curvy (ma in realtà sono delle taglie 46 al massimo) perchè altrimenti incentiviamo la gente a mangiare troppo e male. E io mi chiedo: l’anoressia non è una malattia? E’ sano essere anoressici? E allora perchè portiamo avanti, da anni, l’idea che sia bello vedere donne eccessivamente magre? Perchè esistono in commercio taglie come la 36 se chiaramente una persona taglia 36 è MALATA? Se non possiamo fare taglie extra per gli obesi per la loro salute, allora anche gli anoressici devono andare in giro nudi!

    Io sto lottando col mio peso, per migliorarmi, perchè sento di non poter fare delle cose per e con i miei figli per colpa della mia obesità, ma sempre condannerò le discriminazioni, il bullismo, l’ironia e i pregiudizi verso chi pesa di più, verso chi è diverso in ogni modo possibile ed immaginabile.

    1. Sono assolutamente d’accordo. Addirittura, tra i concetti ridondanti, ultimamente sto sentendo dire sempre più spesso che gli obesi “pesano” sulle spese sanitarie dei cittadini. Cioè, consumerebbero risorse che potrebbero essere destinate ad altri. E’ terribile. E’ un’incitazione all’odio e alla persecuzione bell’e buona. Ma cosa si può fare per cambiare le cose?

      1. La verità è che il sistema sanitario nazionale specula sull’obesità, siamo per loro clienti, non pazienti. Il mio medico non crede che io possa dimagrire “solo” mangiando bene e muovendomi di più. Per lui dovrei fare centomila analisi, visitare (e pagare) migliaia di specialisti, prendere medicine, ecc. Lui spinge per queste cose, io dimagrisco GRATIS.
        Non so come si potranno mai cambiare queste cose. Io nel mio piccolo insegno ai miei figli che chiamare “ciccione” qualcuno non è nè divertente nè bello. Gli ho spiegato che i miei amici mi chiamavano così quando ero bambina e che questo mi faceva soffrire e loro si sono dispiaciuti per me. Ogni persona, anche se diversa, deve essere trattata bene. Credo che la mia sia solo una goccia nel mare, ma di più cosa posso fare?

        1. Cosa possiamo fare? Davvero, questa è una bella domanda. Io me lo chiedo spesso. Per questo ho aperto il blog. Vorrei fare di più in realtà. Vorrei muovermi attivamente per educare alle differenze, avevo persino pensato ad un progetto formativo per le scuole, ma poi mi sono bloccata perchè ho immaginato la risposta: “non vorrete mica insegnare ai nostri figli a diventare come voi!” . Rabbrividisco.

      2. Un progetto formativo nelle scuole non credo possa essere preso “a male”, d’altronde non si va a proporre un modello, ma a spiegare che il modello non esiste, che siamo tutti diversi e che è giusto così.

        1. Beh, se tu pensi che viene preso “a male” che una modella curvy vada sul calendario Pirelli, e parliamo di una gnocca che porterà al massimo una 46, ed è alta almeno 1,80, il passo è breve. E’ stato detto che aprire le porte del calendario in questione alle modelle curvy significava incitare e sostenere l’obesità. Lo so che non ha senso, ma una delle innumerevoli cose che sono state dette. Purtroppo.

        1. Ah, ma guarda che io sono d’accordo con te. Ed è quello il primo passo, ma dovrebbe partire dalle famiglie dei bimbi, in primo luogo e, io con i bimbi ci lavoro, credimi: siamo ben lontani dalla realtà. Anche io vorrei sapere cosa si può fare, vorrei ci fosse una soluzione. Nel mio piccolo, con questo blog, cerco di portare avanti un concetto, ma mi rendo conto che non basta e che un concetto non cambierà il mondo

  2. Che dire, analisi lucidissima…posso aggiungere che io, che ho una taglia 48, spesso vengo sfottuta…io me ne frego, a 52 vivo come mi pare, ma appare evidente quale deve essere la quotidianità per chi ha una taglia un po’ più grande.

    1. Cara Bimbagatta, io mi sono fatta un pò tutte le taglie, nel senso che quando ero più ragazzina portavo una 46, poi sono, man mano, salita, fino all’attuale tg 58. E’ dura. E’ dura anche solo entrare in una stanza di estranei. E’ dura perchè sai che ti stanno osservando. Inoltre, io mi vesto “da figa”, cioè, io oso, non mi copro, non mi imbacucco e sento spesso, su di me, sguardi pieni di incredulità, talvolta odio, altre volte compassione. E’ importante non dare peso agli sguardi degli altri o, almeno, non dargliene troppo. Ma il punto qui è che si arriva a violenze inimmaginabili o a mettere in dubbio, pubblicamente, la professionalità di una donna, di un medico. Queste sono cose gravi. Vorrei tanto che non accadessero più.

  3. Brava, un articolo davvero esaustivo e ben scritto. “Non è un mondo” per un sacco di persone: grassi, donne, disabili, neri, poveri, gay, trans… Ma noi stiamo cercando di renderlo migliore!

    1. Grazie Maria Elena. E’ vero quel che dici: non è un mondo per i diversi. Non è un mondo fatto per coloro che si dissociano dallo schema comune. La gente è superficiale e non si ferma a cercare di capire, a guardare per bene, ad ascoltare… La gente giudica, passa e va avanti. A volte invece si ferma a dare mazzate, verbali o fisiche. Noi cerchiamo di rendere questo mondo migliore, io ci provo, nel mio piccolo, e ognuna di noi lo fa, ma cosa si potrebbe fare, realmente, per arginare tali fenomeni? Si accettano idee. 😉

  4. Quello che è successo al piccolo Vincenzo è quanto di più disgustoso si potesse immaginare, non trovo altri aggettivi. Forse di peggio c’è solo l’atteggiamento dei genitori di questi malati criminali e purtroppo la consapevolezza che a livello giudiziario finirà tutto in una bolla di sapone, perchè questa è la “giustizia” italiota.
    L’affaire Gasparri è incommentabile. Ho pensato spesso a quella povera ragazzina esposta ad un circo mediatico allucinante, una ragazzina pubblicamente derisa per il suo peso,dopo che sicuramente già ogni giorno il suo microcosmo sarà fatto di “cicciona, chiattona” et similia. Io credo che a 13 anni mi sarei sentita letteralmente morire per una cosa del genere. E a 13 anni pesavo 80 kg, quindi so di cosa parlo. Dagli abitanti di Montecitorio non ci si può aspettare altro d’altra parte, ma qui si apre una parentesi infinita anche sul popolo italiano, che onestamente di positivo ha sempre meno e che sta politacaglia ladra se la merita anche, dato che sappiamo essere uniti solo quando 11 smutandati vestiti d’azzurro corrono dietro a una palla.
    Rispetto per il ministro belga, per la sua preparazione ed esperienza e soprattutto per il sostegno dei cittadini, se è realmente così. Concordo sul fatto che se fosse stato uomo è lapalissiano che nessuno avrebbe messo in dubbio la sua carica e al massimo sarebbe stata fatta qualche battuta da tarallucci e vino (cmq sarebbe stata fatta perchè il grasso è il difetto fisico più facilmente e immediatamente derisibile ed è impossibile che non venga tirato in ballo, se c’è).
    Detto questo però, per quanto concerne il “fat world”, lo dice una che è stata obesa fino ai 22 anni, è oggettivo e reale che l’obesità sia una malattia, grave. Il “grassi e felici” per me è un binomio del tutto finto. Ce la raccontiamo forse, ma dentro si hanno ferite che raramente si riescono a sanare. Accettarsi è un grande dono verso se stessi, ma lo è ancora di più preservare la salute il più possibile, perchè ci sono patologie su cui nn possiamo agire, ma altre si. E questa lo è. Non è questione di poter andare a fare shopping e sentirsi belle (bè anche, perchè possiamo dire quello che vogliamo ma la soddisfazione che dà vedersi belle è unica e un corpo tonico e armonioso, attenzione non per forza magro, aiuta notevolmente nell’impresa), ma prima di tutto di essere sane.Se sei obeso, sano non lo sei, c’è poco da fare e non so, oggi, quanto sia facile essere davvero soddisfatti e felici. Ogni volta che vedo bimbi e adolescenti obesi o in sovrappeso mi viene una tristezza infinita perchè so perfettamente cosa significhi esserlo, specie a quell’età e se è vero che ogni discriminazione va profondamente e ostinatamente combattuta e che non vi sarà mai una giustificazione alla parola “diverso” usata in senso dispregiativo, è anche vero che l’essere in armonia e in salute non deve per forza significare omologazione alle mode, ma semplicemente “sentirsi bene”. Io ero arrivata ad una 44/46 e mi sentivo fantastica, a 76 kg (per 170 cm) quindi mica a 50, adesso ne ho ripresi una decina ma sto aspettando il secondo nanetto quindi mi è un po’ difficile mettermi sotto, ma spero di ritrovare la forza di volontà che mi ha portato a conquistarmi un “mi piaccio davvero” da me stessa. Per anni mi sono raccontata un sacco di balle… scusa se mi sono dilungata, sono capitata sul tuo blog tramite facebook dalla pubblicità del tuo e-commerce (a proposito complimenti e in bocca al lupo!!), spero che l’ultima parte del mio commento nn suoni come un giudizio negativo, perchè non vuole esserlo.

    1. Grazie Letizia della tua partecipazione attiva, ho letto con piacere il tuo commento e mi trovo d’accordo su molti punti. La vita di un obeso è triste e difficile. Non per questo ovviamente si giustificano, in nessun modo, i tre avvenimenti narrati. Sicuramente essere grassi non aiuta la salute e, secondo i canoni estetici vigenti, non aiuta neppure ad essere belle. Come dici tu, tutti noi ci portiamo dentro ferite terribili che, talvolta, anche a distanza di anni, si riaprono. Se domani, venisse una fatina con una bacchetta magica a chiedermi: vuoi perdere trenta chili in un sol colpo? Io accetterei, ma non perchè non mi veda bella o non mi accetti, come è evidente dal blog, ma solo per una questione di salute. Il mio peso è andato sempre aumentando negli anni, in maniera inesorabile nonostante numerose diete, numerosi tentativi, dietologi, e molto altro… Anche se, attenzione, il discorso relativo alla salute è sopravvalutato, nel senso che, in fin dei conti, tutto è relativo. Quest’anno alla mia mamma è venuto un tumore al seno. Lei è magrissima, fa molto sport, è una ballerina di danza sportiva a livello agonistico, mangia sano, si muove, è una donna forte. Eppure è successo. Ed ora, dal test genetico, viene fuori che probabilmente anche a me verrà la stessa cosa, presto o tardi. Qual’è il punto? Che tutti dobbiamo morire, prima o dopo, in un modo o nell’altro… Cambia come viviamo durante il nostro percorso sulla terra. Io voglio essere felice, ed è stupendo realizzare che lo si può essere anche da grassi. E’ il mondo che deve accettare la nostra esistenza, non noi che ci dobbiamo piegare ai voleri del mondo. E, soprattutto, la cosa più bella di tutte, è la libertà: ovvero ognuno può fare ciò che gli pare, con la sua vita, con il suo corpo. Ma con questo non voglio incitare al grasso, nè dire grasso è bello, dovremmo essere tutti obesi! No. Se avrò un problema fisico legato alla mia condizione, se sarà necessario, prenderò in considerazione l’idea di perdere peso, così come, se vorrò avere un bambino, dovrò perderne almeno un pò, per una questione di salute, mia e sua. Lo so, ne sono consapevole e, all’occorrenza, lo farò. Capisco ciò che volevi dire. Io penso che ognuno è bello com’è e che ognuno è libero di comportarsi come vuole, finchè non lede l’altrui libertà. Tutto qua. Questa risposta è così lunga che non ricordo nemmeno più cosa ho scritto all’inizio. Comunque, di nuovo, grazie di essere passata. Valentina. 😉

  5. penso che ignuno di noi grassi abbia episodi a tutte le fasi della sua vita che rispecchiano questi accadimenti ahimè, la cosa che trovo più difficile è che spesso sono proprio i grassi tra loro a farsi bullismo e body shaming proprio perché sono crescuti pensando di meritarselo.

  6. Sono un a portatrice sana di curve, ex obesa, e so bene, per averlo vissuto sulla mia pelle, che questo non è un mondo per grassi. Tuttavia non è stato questo a spingermi a dimagrire, bensì la paura di compromettere inesorabilmente la mia salute. La diversità fa paura e l’obesità è una malattia non accettata socialmente. L’obesità è davvero una malattia, non ci si può nascondere dietro a un dito, questo non vuol dire che sia giusta la discriminazione verso gli obesi. La diffusione dell’obesità è un problema relativamente recente e la società, purtroppo, non è ancora pronta ad affrontarla con le dovute cautele. Si fa troppo (in termini dispregiativi) o troppo poco, minimizzando il problema, perché l’obesità sostiene l’economia delle case farmaceutiche e l’industria alimentare e ora anche il mercato dell’abbigliamento dedicato. 20 anni fa mi vestivo come una 60enne, perchè faticavo a trovare vestiti che mi entrassero. Oggi è possibile trovare abbigliamento curvy per tutti i grusti, ovunque, anche a buon mercato. Non lasciamoci strumentalizzare e pensiamo prima di tutto alla nostra salute. Combattiamo l’ignoranza sia dall’una che dall’altra parte, non commettiamo l’errore comodo di difendere l’obesità a spada tratta, paragonandola ad altri disturbi dell’alimentazione. Ogni patologia ha una storia a se e merita rispetto e la giusta trattazione.

    1. Salve Penny, qui nessuno sta difendendo l’obesità, nè la sta paragonando ad altri disturbi dell’alimentazione. Ma l’obesità è una malattia, una malattia da cui non è facile uscire. Rimane però il fatto che nessuna persona, mai, dovrebbe essere discriminata. Inoltre c’è anche un’altra cosa fondamentale da dire: ovvero che ognuno è libero di essere come vuole, di vivere il rapporto con il proprio corpo come gli pare, senza essere additato, sfottuto o picchiato. Il problema è che c’è un certo accanimento verso gli obesi. Faccio un esempio pratico: io sono una fumatrice, oltre che un’obesa. Anche i fumatori si fanno del male e potrebbero andare incontro a gravi problemi di salute se continuano con il loro stile di vita (il fumo). Eppure… Nel corso della mia esistenza, fin da ragazzina, mi hanno fermato più volte per strada sconosciuti per dirmi (o gridarmi, nell’umiliazione più totale) “sei grassa! devi dimagrire!” (sto edulcorando), piuttosto che: “hey, smetti di fumare. il fumo fa male”. Cosa mette in evidenza tutto ciò?! Che, spesso, la questione “salute” (che poi non capisco per quale ragione tu, estraneo, dovresti in qualche modo mettere bocca sulla mia salute, sono affari miei!), è soltanto una maschera buonista che si indossa e che in realtà nasconde un odio più profondo, un disgusto più viscerale legato alle apparenze e non certo alla preoccupazione verso la salute altrui! Qui nessuno si lascia strumentalizzare, ma esiste gente che non riesce a dimagrire, che nella vita ne ha provate tante, ed è grassa e probabilmente lo rimarrà. Cosa deve fare questa gente? Nascondersi e flagellarsi? Mortificarsi anche nel modo di vestire e chiudersi definitivamente in casa? Suicidarsi? Io penso di no. Penso che tutti noi abbiamo diritto ad una vita, e ad una dignità.

  7. Ciao, sono finita in questo blog per caso. Pur non essendo in sovrappeso sono assolutamente solidale con le battaglie che le persone plus size stanno combattendo contro la discriminazione. A me sembra che se da una parte la società abbia eliminato alcune forme di discriminazione (ad esempio si sono molto attutite quelle contro le persone di colore) dall’altra ha fatto nascere delle nuove forme di “nazismo” per cui se non corrispondi a pochi e rigidi criteri allora sei una persona di poco valore. Se non sei alto, magro, bello, giovane, alla moda e spigliato la società ti massacra. Persino la semplice timidezza o riservatezza è mal vista e fonte di prese in giro. In questo contesto si colloca anche la discriminazione contro i grassi, verso i quali i media si sono accaniti con ferocia per ragioni di business. Comunque hai tutta la mia solidarietà e spero che le cose cambino.

    1. Grazie Viola, sono assolutamente d’accordo. E sono felice che tu sia incappata, seppur per caso, nel blog. 😉 Personalmente, non smetterò mai di combattere ogni tipo di discriminazione verrà perpetrata davanti ai miei occhi.

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