Ciao Ragazze! Con l’articolo di oggi riprendiamo il filone delle interviste, ho pensato di intervistare per voi una professionista nel campo della nutrizione, ma prima vorrei fare una piccola premessa sul perchè ho deciso di farlo.

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Sono sempre stata incuriosita dalla figura del nutrizionista, sono stata da tanti dietologi nel corso della mia vita e nel corso della mia lotta contro il peso in eccesso, ma non sono mai stata da un nutrizionista, eppure ne ho spesso sentito parlare da amiche e conoscenti. Spesso addirittura, mi è capitato di sentire storie di persone che non erano mai riuscite a perdere peso in maniera definitiva e con il nutrizionista di fiducia ci sono riuscite, quindi questa figura, se non altro, mi incuriosisce molto; poi è capitata una cosa, una cosa “a pelle”, come si dice, che mi ha spinta a contattare questa persona in particolare e a proporle l’intervista. Su un gruppo Facebook dedicato alle donne curvy e non solo, dove ci sono anche molte ragazze che hanno intrapreso dei programmi di dimagrimento, fu pubblicata una foto. Una foto che vedrete anche voi, più in basso, nel corso dell’intervista e che a me, a primo acchito, non era piaciuta per niente, e anche a secondo acchito a dire il vero. Si trattava dell’immagine di una sorta di scultura, una statua, in cui c’era una donna magra dentro una donna grassa, e la magra cercava di farsi strada con uno scalpello, demolendo il corpo grasso attorno a lei. I commenti alla foto erano vari, ma l’immagine era stata postata con un intento positivo, di incoraggiamento, al grido di: “Remiamo verso un corpo migliore – questa immagine vale più di mille parole”. Voleva essere un’incitazione al dimagrimento, a “farcela”. Naturalmente ne è seguito un acceso dibattito: c’era chi sosteneva la positività della foto e c’era chi, invece, no. Mi colpì molto il commento di una certa Chiara Caffarata, che, tra le altre cose, scriveva:

Ricordatevi che non siamo un’immagine riflessa nello specchio, bidimensionale, siamo un’entità a 4 dimensioni: le tre spaziali e l’anima o essenza, che dir si voglia!

Sapevo che la persona in questione era una nutrizionista, l’avevo letto in precedenza, quando si era presentata al gruppo, così l’ho contattata, perchè il suo messaggio mi sembrava molto positivo e ho pensato di fare una bella chiacchierata con lei. Ecco a voi dunque l’intervista alla Dott.ssa Chiara Caffarata, Biologo Nutrizionista, esperto nell’elaborazione di diete.

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>> Ciao Chiara, spiegaci brevemente chi sei e di cosa ti occupi, in particolar modo soffermandoti sulla tua figura professionale

Ciao a tutte, mi chiamo Chiara e sono una biologa nutrizionista. Mi sono laureata in Biologia con una Laurea quinquennale all’Università di Pisa , quindi ho fatto l’esame per avere l’abilitazione alla professione di Biologo; in seguito, avendo scelto di intraprendere la professione del nutrizionista, ho
fatto un corso di perfezionamento all’università Politecnica delle Marche. Naturalmente anche molti altri corsi di aggiornamento, infatti per legge chiunque pratichi una professione legata alla salute deve effettuare dei corsi di aggiornamento che forniscono dei crediti, arrivando ad un minimo di crediti in un certo lasso di tempo. Comunque questi sono tecnicismi, in realtà lo studio è necessario, poiché la materia della nutrizione è in continua evoluzione, e non ci si può far trovare impreparati. Per quanto riguarda come lavoro personalmente, mi occupo dell’elaborazione di diete personalizzate, piani nutrizionali familiari ed educazione alimentare. In qualità di Biologo Nutrizionista ho la certificazione legale di poter prescrivere diete alimentari, posso prescrivere integratori, ma non posso prescrivere farmaci o esami ematochimici. Naturalmente spesso mi trovo in bisogno di avere delle informazioni di questo tipo, per tale ragione ritengo molto importante la comunicazione con il medico di base, con il quale si crea una collaborazione al fine di ottenere i migliori risultati per il paziente.

>> Sei una donna curvy? Che rapporto hai con il tuo corpo?

Non saprei se definirmi curvy, sicuramente non sono filiforme. Il mio corpo è piuttosto armonioso, soprattutto dopo le tre gravidanze: sono sempre stata di fianchi larghi, per cui prima di rimanere incinta, essendo molto magra, si notava questa forma a pera. Già dopo la prima gravidanza il seno è aumentato notevolmente, per cui sono diventata più armoniosa, e sinceramente mi piaccio di più, anche se la bilancia segna +10 Kg! Inoltre ho imparato, e questo cerco di trasmetterlo anche ai miei pazienti, che il numero scritto sulla bilancia vuol dire poco: la composizione corporea definisce una persona in forma, e di conseguenza con una maggiore possibilità di rimanere in salute. Infatti è questo il punto principale: raggiungere il giusto peso significa raggiungere quella forma fisica tale da non essere un fattore di rischio per la salute.

>> Quando le persone si rivolgono a te, in quanto Biologo Nutrizionista?

Essenzialmente le persone vengono da me per dimagrire, diciamo un buon 80%; spesso sono indirizzate dal medico, perché hanno un quadro patologico, per cui l’obiettivo principale non è il dimagrimento ma il ritornare a valori di colesterolo o di glicemia accettabili. Naturalmente tali persone, per il 99% dei casi dimagriscono anche. Seguo qualche sportivo che necessita di un’alimentazione di supporto all’attività fisica; per il resto sono persone che hanno disturbi digestivi; una minima parte solo perché ritengono di non avere un’alimentazione corretta, anche se ancora non hanno problemi di salute. Ultimamente, però, si sono rivolte a me anche mamme con figlie adolescenti, preoccupate di eventuali disturbi alimentari. in ogni caso il raggiungimento di una forma migliore soddisfa maggiormente, per cui anche se all’inizio l’obiettivo non è un dimagrimento, quando un paziente vede calare il peso o riesce a rimettersi abiti di un tempo, la soddisfazione aumenta. Questo può essere positivo, perché aumenta anche la motivazione e la voglia a fare meglio; ma può avere un risvolto negativo: in una persona può nascere la paura di ingrassare nuovamente, per cui segue esasperatamente la dieta o addirittura diminuisce le dosi, pensando di fare bene. Per tale ragione cerco di tenere sempre i pazienti con i piedi per terra, spiegando nel dettaglio i cambiamenti che stanno avvenendo nel loro corpo e le ragioni biochimiche, almeno fin dove è possibile, naturalmente poi, ognuno è diverso e la reazione ad una dieta non segue mai un percorso standard

>> Puoi spiegare finalmente a tutti qual’è la sostanziale differenza tra un dietologo e un nutrizionista?

Questa domanda mi piace molto. Il medico dietologo è un medico che si è specializzato in dietologia; talvolta ci sono figure mediche che hanno la specializzazione in nutrizione oltre una loro specifica specializzazione, ad esempio un endocrinologo che si occupa di obesità. Queste figure professionali, essendo medici, possono prescrivere diete più drastiche, come la dieta proteica con sondino, le quali richiedono un costante monitoraggio; inoltre possono prescrivere farmaci per curare una patologia legata al problema del peso. Ci sono poi i Dietisti, i quali non hanno una laura quinquennale e per legge potrebbero solamente formulare regimi alimentari dietro prescrizione medica: ma non possono decidere l’apporto calorico e la distribuzione dei nutrienti nei pasti. I biologi nutrizionisti stanno un po’ a metà strada: sicuramente abbiamo una preparazione di base molto più specifica di un medico che non sia specializzato in nutrizione, soprattutto a livello biochimico; possiamo formulare diete determinando il dosaggio calorico e la distribuzione dei nutrienti, ma non possiamo prescrivere farmaci o diete drastiche che richiedono controlli continui. Siamo stati attaccati più volte dalla classe medica, ma non abbiamo mai perso la nostra qualifica legale. Purtroppo ci sono troppe figure professionali che si occupano di alimentazione per cui la concorrenza è spietata e crea molti contrasti. Per quanto mi rigurarda credo che sia fondamentale la consapevolezza delle proprie capacità e l’umiltà di fare un passo indietro quando ci si rende conto di non ottenere i risultati auspicati.

>> Ho sentito spesso dire – voci di corridoio – non sono mai stata da un nutrizionista, quindi è una mia curiosità, che spesso è un certo alimento a provocare l’aumento di peso, anche apparentemente innocuo, ma che va “in conflitto” con il nostro organismo. E’ vero o è soltanto un dato riportato male?

Un alimento solo determina un’allergia che solitamente si evidenzia facilmente, con reazioni immediate in seguito all’assunzione di tale alimento. Per quanto riguarda le intolleranze alimentari invece il discorso è molto più complesso. Prima di tutto occorre fare una precisazione: non si può essere intolleranti ad un alimento che non si mangia di frequente! Quindi quando fate qualsiasi test di intolleranza alimentare, e dico qualsiasi perché ormai ce ne sono di tutti i tipi, se viene fuori che siete intolleranti al kiwi e voi non lo mangiate mai perché non vi piace, vi stanno propinando risultati o
sbagliati o falsi, non sta a me giudicare. La tolleranza si può perdere nei confronti di quegli alimenti che mangiamo frequentemente. Ci fa ingrassare? Credo che sia più giusto dire che ostacola il dimagrimento; infatti un’intolleranza a lungo andare provoca uno stato infiammatorio che ostacola il corretto metabolismo. A livello intestinale l’assorbimento dei nutrienti non avviene regolarmente e di conseguenza ciò aumenta ancor di più l’infiammazione.

>> Che consiglio daresti ad una persona che, nel corso della sua vita, ha intrapreso numerosissime diete, spesso seguite da professionisti, e le ha tentate tutte per dimagrire ma, nonostante ciò, continua ad ingrassare, pur non ritenendo di avere un’alimentazione così sbagliata o così lontana da quella di una coetanea che, invece, è in perfetto peso forma?

Quando sono state fatte tante diete nel corso di una vita diventa sempre più difficile dimagrire. La ragione fisica è che il corpo mantiene una memoria calorica, per cui effettuando diete a ridotto regime calorico ogni dieta successiva dovrà essere ancora meno calorica, per una questione di adattamento del metabolismo. La ragione psicologica è l’aspettativa del fallimento, che, anche se può sembrare strano, dopo tanti fallimenti è il porto sicuro dove riparare dopo la tempesta, piuttosto che il raggiungimento di qualcosa di nuovo, più bello magari, ma che non sappiamo come gestire. Non esiste un consiglio unico: valuterei le diete precedenti, farei un’anamnesi completa, sia nutrizionale che medica, quindi proporrei qualcosa che non è ancora stato provato. Dipende da caso a caso: potrebbe anche essere un consulto psicologico.

>> Adesso, cara Chiara, ti propongo una sorta di giochino: facciamo una parte dell’intervista “per immagini”. Dato che la voglia di intervistarti è nata in me proprio in seguito ad un tuo commento ad una foto, vorrei che commentassi le tre immagini che ti proporrò.

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1) La prima è l’immagine di una bilancia che grida “help!”, la bilancia è spesso l’incubo di noi donne tonde…

La bilancia è l’amica più infida di una donna. Il ruolo della bilancia dovrebbe essere secondario, soprattutto nel corso di una dieta. Quel numero non rispecchia il nostro corpo, ci dice soltanto quanto pesa nella totalità, ma in realtà siamo fatti di acqua muscolo e grasso: ciò che deve calare nel corso di una dieta è il grasso, che ha un peso specifico inferiore al muscolo, per cui un dimagrimento troppo rapido, che sulla bilancia è bellissimo, in realtà può riguardare solo la nostra parte di acqua e di muscolo. Ma noi vogliamo perdere grasso! Voglio fare un esempio che riguarda anche il famoso IBM, l’indice di massa corporea o il rapporto fra peso e altezza. Due colleghe, alte uguali, che pesano gli stessi chili, hanno lo stesso numero sulla bilacia e lo stesso valore di IBM, ma una è una ragazza sportiva, muscolosa e tonica, l’altra no. Ancora, due colleghe che indossano una la taglia 40, l’altra la 44. La seconda si direbbe più grassa, e magari risulta anche dalla bilancia, ma se andiamo a fare una composizione corporea, risulta che la prima ha una percentuale di muscolo rispetto al suo peso molto bassa, mentre la seconda è molto muscolosa: alla fine quella grassa è la taglia 40!

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2) La seconda è l’immagine di un hamburger gigante che rappresenta un pò i cibi gustosi, buonissimi ma dannosi per il nostro organismo, che però ci danno tante soddisfazioni quando li mangiamo. Cosa ci dici in proposito?

L’hamburger gigante con le patatine può essere sfizioso e, se mangiato occasionalmente e tenendo conto della qualità degli alimenti con cui viene fatto, non è dannoso per la salute. Tutto ciò che rappresenta un’eccezione ad un quotidiano, regolare e costante corretto stile di vita, sia alimentare che di altro genere, non può rappresentare un danno. Il problema è quando si eccede, per cui tali cibi, diventano, come hai detto tu, buonissimi e non se ne può fare a meno: sono una vera e propria droga, di cui richiediamo un continuo ed eccessivo apporto. I cibi ricchi di grassi e zuccheri innescano nel nostro corpo una reazione di dipendenza, per cui ci sembrano più buoni e indispensabili. Ritornare ad un corretto stile alimentare è una disintossicazione, per cui deve essere fatta lentamente, altrimenti si innesca una reazione da astinenza.

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3) Quest’ultima immagine dovresti ricordarla, anche perchè è stata proprio questa immagine a spingermi a farti quest’intervista.

Ricordo quest’immagine e ricordo di aver commentato. La donna che cercava di emergere armata di scalpello dalla figura obesa era una donna tonica e ben fatta. Il problema è che solo una piccola percentuale di donne in realtà è così: la maggior parte dopo un forte dimagrimento ha problemi di pelle in eccesso, perdita di tonicità, seno più cadente, smagliature, eccetera. Chi invece non deve perdere tanto peso e quindi non andrà incontro a questi problemi, comunque si potrà ritrovare con un corpo che non è esattamente quello di una modella: fianchi larghi, gambe a colonna, piuttosto che spalle strette e sedere piatto! Ognuno ha il proprio corpo e lo deve accettare, ovviamente anche migliorare, facendo sport, valorizzandosi con abiti adatti, ma alcune caratteristiche non possono scomparire ed una dieta dimagrante non può fare miracoli! Quando un paziente si rivolge a me l’ultima domanda che gli pongo è “cosa ti aspetti?”, quindi io gli spiego quello che si può ragionevolmente aspettare.

>> Qual’è la motivazione maggiore che spinge le tue pazienti a farcela, secondo te? Immagino avrai assistito a percorsi di successo e altri no. Qual’è la giusta chiave, secondo te e, se dovessi dare un consiglio, anche, se vuoi, un pò astratto, a tutte coloro che vorrebbero perdere peso, per varie ragioni, ma non ci riescono, quale sarebbe?

La motivazione più forte è sicuramente la salute. Quando una persona sta male e cambiando regime alimentare e stile di vita, che vanno sempre a braccetto, comincia a stare meglio, è spronata a continuare e a non cedere. I percorsi che falliscono maggiormente sono quelli che iniziano quando nelle vetrine compaiono i costumi da bagno! Sembra una battuta, ma è vero: chi viene nel periodo di aprile maggio di solito non continua, come chi viene per dimagrire entro una certa data, sono persone che magari vogliono entrare in un abito per una cerimonia, sono disposte a tutto, anche al digiuno totale, ma poi, passato quel traguardo, ritornano alle vecchie abitudini. La chiave giusta? Se lo sapessi sarei la nutrizionista più richiesta d’Italia! A parte gli scherzi, ognuno ha una sua serratura e la chiave va trovata cercando, in se stessi, nell’appoggio di chi ci sta accanto…molto, troppo soggettivo!

>> Infine, cosa consiglieresti a tutte quelle donne che non si accettano e che danno al proprio peso la colpa di tutto, della loro vita infelice, e vivono nella speranza di un domani “magro” in cui faranno tutte quelle cose che non stanno facendo adesso e in cui saranno bellissime e felicissime? Pensi che la chiave della salute, a 360 gradi, sia l’accettazione di sè?

Spesso mi capita di fare la ramanzina alle pazienti che si presentano all’appuntamento, magari dopo il lavoro al pubblico, vestite male, cercando di nascondersi dentro abiti sformati, con i capelli con 2 dita di ricrescita e senza trucco! Il vedersi belle aumenta sicuramente l’autostima e questo è un aiuto fondamentale alla riuscita di una dieta! Il rimandare tutto ciò che riguarda la soddisfazione personale, appunto prendersi cura del proprio aspetto, cercare un fidanzato, cercare un lavoro più appagante, divertirsi con gli amici, all’avvenuta trasformazione ci rende schiavi di una parte di noi in continuo mutamento, e di cui non saremo mai soddisfatti, perché avremmo aspettative sempre maggiori. La chiave della salute non è l’accettazione di se in quanto tale, ma l’accettazione del meglio di se che possiamo ottenere: che per qualcuna sarà la taglia 40 e per qualcun’ altra la 48. Accettarsi comunque però non è la soluzione. Bisogna attentamente analizzare se stessi, e capire se dietro l’accusa che rivolgiamo a chi cerca di condurre uno stile di vita corretto di essere schiavi di un modello preconfezionato, non si nasconda il nostro essere schiavi di uno stile di vita scorretto, dal quale non riusciamo ad emergere. Per questo non si deve accusare una persona obesa di pigrizia o assenza di volontà, a volte ci sono fattori psicologici molto pesanti, e l’accusa rischia di scatenare solo reazioni di difesa che non portano a niente. Tutti coloro che si rivolgono ad un professionista per dimagrire devono essere certi di non essere giudicati, ma capiti e rassicurati del fatto che non dipende tutto dalla “Volontà”, quella cosa che gestiamo con coscienza. Questa è la parte più difficile, soprattuto per chi a casa poi trova parenti, amici e colleghi pronti solo a giudicare. In questo modo si raggiunge la giusta accettazione di se, la consapevolezza delle proprie difficoltà, degli ostacoli più alti e che quindi si farà più fatica a superare, ma daranno anche molta soddisfazione!

Spero che quest’intervista vi sia stata utile. Per me, farla, è stato molto istruttivo e interessante.

Un grazie enorme a Chiara, che si è prestata a rispondere alle mie domande ed è stata gentilissima, chiara (ma d’altronde, Chiara non poteva essere più chiara! Ah-ah-sparatemi!) ed esaustiva.

Volete parlare con lei o sapere dove trovarla? Vi lascio anche tutti i suoi contatti alla fine del post!

Nel frattempo vi lascio anche un bacio e vi saluto! <3

Chiara Caffarata, Biologo Nutrizionista, riceve nelle seguenti sedi:
Volterra presso Fisiosport, Cecina presso Centro estetico Zohar, Venturina presso Estetica Karisma.
Ha una pagina Facebook: Chiara Caffarata Biologo Nutrizionista
Potete contattarla via mail all’indirizzo: chiaracaffarata@libero.it

Stay Tuned on TondaMente Curvy Blog! 😉

2 thoughts on “Intervista alla Nutrizionista Chiara Caffarata. "Siamo entità a 4 dimensioni" – "La Bilancia è l’amica più infida di una donna"

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