Oggi parliamo di un fenomeno sommerso ma assolutamente reale e vergognoso di cui, molte di noi, persone in carne, hanno purtroppo avuto esperienza diretta: i medici grassofobici e discriminanti.

La mia inchiesta

Ho condotto una vera e propria inchiesta, studiando e ricercando informazioni e raccogliendo anche moltissime testimonianze dirette, scoprendo però, con sgomento, che le fonti italiane relative a questo argomento scarseggiano. Mi sta molto a cuore parlare di questo fenomeno, importante e delicato, che trovo profondamente ingiusto.

Tutte le storie vere di pazienti grassi, obesi o in sovrappeso, che non hanno ricevuto le giuste cure e le giuste attenzioni e che, invece, sono stati offesi ed umiliati sono tantissime, tanto che ho dovuto dividere l’inchiesta, e il video che l’accompagna, in due parti. La seconda uscirà prossimamente.

Il paziente in sovrappeso non denuncia perchè si vergogna

Il fenomeno dei medici grassofobici è diffusissimo ma se ne parla ancora troppo poco e questo accade perchè il paziente grasso crede, talvolta, di meritare tale trattamento, si vergogna e non denuncia.

Il fatto, volendo banalizzare, è questo: io, persona grassa, mi reco dal medico, che sia il mio medico curante, piuttosto che un medico specialista poco importa e, invece di essere ascoltata con attenzione ed esaminata con cura, per comprendere realmente la causa del mio problema e poterlo dunque curare, vengo guardata dall’alto in basso e liquidata frettolosamente con un: “Signora, deve dimagrire!”.

Qui trovate il video completo in cui vi parlo di tale fenomeno e della mia inchiesta e vi dico la mia a riguardo:

L’obesità è una malattia ma ciò non giustifica la discriminazione medica

Attenzione, facciamo una premessa importante: sappiamo tutti che l’obesità è una malattia e che il sovrappeso non è salutare e non abbiamo mai affermato il contrario, nè qui nè in altra sede. Anche noi, persone grasse, siamo perfettamente consapevoli di questo. Ma questo non giustifica il comportamento di alcuni medici che vedono la causa di tutti i mali, a prescindere, senza neppure condurre un’indagine accurata, nel peso! Sono due cose completamente diverse! Nessuno, neppure un medico, con una sola occhiata, è in grado di stabilire integralmente lo stato di salute di una persona. La vignetta sottostante è molto esplicativa.

Quando poi i medici si approcciano ai pazienti grassi con superiorità, noncuranza e superficialità, allora la questione è molto grave. Diventa una vera e propria discriminazione, un’inadempienza di quelli che sono i pilastri dell’esercizio della professione medica. In alcuni casi ancora più gravi poi, accanto alla superficialità, c’è anche l’offesa, l’insulto e l’umiliazione totalmente ingiustificata del paziente.

Il Giuramento di Ippocrate

Ma partiamo dalle basi: il giuramento di Ippocrate, ovvero il giuramento che ogni medico presta prima di iniziare la sua professione, recita, in alcuni punti, impossibile riportarlo tutto, che il medico prende l’impegno:

di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica, il trattamento del dolore e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della dignità e libertà della persona cui con costante impegno scientifico, culturale e sociale ispirerò ogni mio atto professionale;

di curare ogni paziente con scrupolo e impegno, senza discriminazione alcuna, promuovendo l’eliminazione di ogni forma di diseguaglianza nella tutela della salute;

di perseguire con la persona assistita una relazione di cura fondata sulla fiducia e sul rispetto dei valori e dei diritti di ciascuno e su un’informazione, preliminare al consenso, comprensibile e completa;

di attenermi ai principi morali di umanità e solidarietà nonché a quelli civili di rispetto dell’autonomia della persona;

di prestare, in scienza e coscienza, la mia opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della professione.

Uno studio del British Journal of Obesity sui medici grassofobici

Per darvi ulteriore riprova che la grassofobia tra i medici è un fenomeno reale, che esiste, e che porta a conseguenze, talvolta, anche drammatiche (che vedremo nella seconda parte di questa inchiesta), e che non me lo sto inventando io adesso o che non sono le persone grasse che desiderano fare le vittime e piangersi addosso, vi cito uno studio recentissimo, del 2019, condotto dal British Journal of Obesity, il quale sostiene che i camici bianchi non avrebbero sufficiente pazienza e cure per chi è in sovrappeso, perchè viene ritenuto indisciplinato e inaffidabile. Secondo questo studio, medici e operatori della salute, tendono ad essere grassofobici, ovvero a non curare adeguatamente i pazienti in sovrappeso o obesi.

L’obesità come fattore di rischio e non la causa di tutti i mali

E, a questo punto, io già lo sento, qualcuno obietterà: “Eh, ma l’obesità è un fattore di rischio! Essere obesi fa male, cosa vi aspettate?! Che il medico vi dia una bella pacca sulla spalla e vi dica che va tutto bene? Ma non dite sciocchezze e mettetevi a dieta!”
E no! Non funziona così, miei cari, perchè io, prima di essere grasso, sono una persona! E ho il diritto di essere curata come si deve. Certo, il grasso è un fattore di rischio, ma non è la causa di tutte le malattie. Ma, soprattutto, c’è differenza tra dare un parere medico e offendere, fare terrorismo psicologico o rifiutarsi di fare bene il proprio lavoro!

Oltre alla scarsa volontà di aiutarci concretamente, c’è poi anche il trattamento, completamente privo di tatto, che ci viene riservato. In molti casi, i pazienti testimoniano di essere stati, più o meno velatamente, insultati e offesi dai propri medici. Tutto ciò è assolutamente inaccettabile, semplicemente per il fatto che, noi tutti, siamo persone, con una sensibilità, dei sentimenti e con tutta la vulnerabilità che, da sempre, contraddistingue il momento della visita medica.

Il rapporto umano medico-paziente

Il rapporto umano col paziente è fondamentale. La medicina non potrà mai isolarsi completamente dalla psicologia, non si può lavorare a compartimenti stagni, sarebbe assurdo. Non si pretende che il medico diventi psicologo, attenzione, ma ci sarebbero tutta una serie di comportamenti basilari da adottare nel rapporto medico-paziente, primo fra tutti il rispetto. Per non parlare di empatia, comprensione, fiducia, compassione… Tutti elementi indispensabili per permettere al paziente di sentirsi a proprio agio, così da poter procedere ad una visita senza traumi e così da poter indagare al meglio la situazione medica.

E invece no. Molti medici sembrano aver dimenticato completamente il giuramento che hanno prestato a inizio carriera.

Nella Prossima Puntata…

Nella prossima puntata sui medici grassofobici, vedremo le tantissime testimonianze che ho raccolto, grazie ad un appello lanciato sulla mia pagina Facebook, a cui avete risposto in tantissimi. Inoltre, vedremo a quali conseguenze porta questo fenomeno, vedremo alcuni casi di cronaca e soprattutto, cercheremo di capire come ci si può difendere.

Perciò, il mio invito è quello di rimanere sintonizzati.

Stay Tuned.

One thought on “Medici Grassofobici e Discriminanti – La mia Inchiesta – Parte I

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *